Brevi momenti di tensione tra manifestanti e polizia a Riva dei Sette Martiri durante la protesta contro la presenza del diplomatico statunitense. Oltre 500 persone in corteo, la Cgil critica l’arrivo del mega yacht e rilancia il tema della sostenibilità della città
Momenti di tensione nella serata di venerdì a Venezia, dove una manifestazione organizzata contro la presenza dell’ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta ha visto alcuni brevi scontri tra i partecipanti e le forze dell’ordine.
Il corteo, che secondo gli organizzatori ha riunito oltre 500 persone provenienti da diversi centri sociali del Nordest, si è mosso con l’obiettivo di raggiungere Riva dei Sette Martiri, dove nella mattinata era approdato il mega yacht del diplomatico americano. I manifestanti hanno scandito slogan come “Venezia non si USA”, contestando la presenza dell’imbarcazione in città.
L’avanzata del corteo è stata però fermata da un cordone di agenti in tenuta antisommossa schierati a protezione dell’area. Ne è seguito un breve momento di tensione, durante il quale la polizia ha effettuato una carica di alleggerimento durata pochi minuti. Successivamente la manifestazione è proseguita senza ulteriori incidenti verso lo Spazio Esedra, nei pressi dei Giardini della Biennale.
Lo yacht di Fertitta, lungo 117 metri, è rimasto costantemente sorvegliato dalle forze dell’ordine, sia da terra sia attraverso un dispositivo di controllo in acqua.
Il corteo ha concluso il proprio percorso in via Garibaldi, fermandosi nell’area della Serra dei Giardini. Qui i manifestanti hanno deposto a terra i gonfiabili portati durante la protesta e hanno dato spazio agli interventi conclusivi degli organizzatori.
Sulla vicenda è intervenuto anche Daniele Giordano, segretario della Cgil di Venezia, che ha espresso una dura critica nei confronti della presenza del mega yacht durante le celebrazioni del Redentore.
«È una vergogna che Venezia ospiti nel cuore della città un’imbarcazione di queste dimensioni e di questo valore economico», ha dichiarato Giordano in una nota. Secondo il segretario della Cgil, il caso rappresenterebbe una contraddizione rispetto agli obiettivi di sostenibilità che la città promuove, evidenziando come il modello di sviluppo attuale privilegi interessi economici e turismo di lusso a discapito della tutela ambientale e della qualità della vita dei residenti.
Giordano ha inoltre sottolineato che la sostenibilità non può limitarsi a un principio formale, ma deve tradursi in politiche concrete a favore dell’ambiente, del lavoro, del diritto all’abitare e di un’economia capace di garantire condizioni dignitose ai cittadini veneziani.
Alessandro Manna

