Dopo l’inchiesta de Il Desk sui reclutamenti affidati all’agenzia Umana SpA., restano senza risposta le domande su graduatorie, criteri di selezione e presunte parentele
A una settimana dalla pubblicazione dell’inchiesta de Il Desk, “Bufera Napoli Servizi, l’ombra della Parentopoli sulla partecipata del Comune”, restano senza risposta molti degli interrogativi sollevati sulla maxi operazione di reclutamento che ha interessato la società in-house del Comune di Napoli.
Per leggere l’inchiesta precedente: https://www.ildesk.it/campania/napoli/bufera-napoli-servizi-lombra-della-parentopoli-sulla-partecipata-del-comune/
Un’inchiesta che aveva acceso i riflettori su ben 187 assunzioni in somministrazione effettuate nell’arco di pochi mesi attraverso l’agenzia privata Umana S.p.A., numeri che difficilmente possono essere considerati ordinaria amministrazione per una società interamente controllata da Palazzo San Giacomo.
Nel frattempo le assunzioni sono diventate operative. Decine di lavoratori hanno già preso servizio presso Napoli Servizi, ma proprio mentre i contratti vengono firmati e il piano di reclutamento entra nel vivo, continua a mancare quel livello di trasparenza che una procedura di tale portata avrebbe richiesto fin dall’inizio.

Secondo quanto ricostruito da Il Desk, il piano assunzionale si è sviluppato attraverso una serie di procedure affidate all’agenzia Umana S.p.A. Tutto è iniziato con un primo blocco di 22 assunzioni che ha subito fatto discutere per le modalità adottate e per la rapidità della selezione. Successivamente sono arrivati i due reclutamenti più consistenti: 70 addetti ai servizi scolastici e 95 operatori per i servizi di pulizia part-time. Il totale raggiunge così quota 187 lavoratori.
Un numero enorme per una partecipata comunale e che, proprio per questo, avrebbe probabilmente meritato una pubblicità molto più ampia e strumenti di selezione capaci di garantire la massima partecipazione possibile ai cittadini in cerca di lavoro.

Le principali perplessità riguardano infatti le modalità con cui gli avvisi sono stati pubblicati e gestiti. Al centro delle polemiche vi sono i cosiddetti “bandi lampo”, comparsi sui portali dell’agenzia privata con finestre temporali particolarmente ristrette e con una diffusione che molti hanno ritenuto insufficiente rispetto alla rilevanza delle opportunità offerte.
Una questione che non riguarda soltanto la forma, ma la sostanza. Migliaia di disoccupati napoletani sostengono infatti di non aver avuto alcuna concreta possibilità di venire a conoscenza delle selezioni in tempo utile per partecipare.
A rendere ancora più delicata la vicenda sono poi le numerose segnalazioni relative alla presenza, tra gli assunti o tra gli idonei, di familiari di dipendenti aziendali e di rappresentanti sindacali interni. Circostanze che, proprio per la loro rilevanza pubblica, richiederebbero la massima trasparenza e la pubblicazione degli atti necessari a fugare qualsiasi dubbio.

Eppure, a distanza di giorni dall’avvio effettivo delle assunzioni, continua a prevalere il silenzio.
Un silenzio che riguarda anzitutto il mondo sindacale. Per quale motivo la Filcams CGIL e la CGIL territoriale non hanno ancora assunto una posizione pubblica sulla vicenda? Perché non chiedono la pubblicazione delle graduatorie, degli elenchi degli idonei, dei criteri di valutazione e dei punteggi attribuiti ai candidati?
E ancora: ritengono fisiologico che in una procedura che coinvolge una società pubblica non siano immediatamente accessibili tutti gli elementi utili a verificare il corretto svolgimento delle selezioni? Ritengono opportuno non intervenire di fronte alle segnalazioni riguardanti l’eventuale presenza di parenti di delegati sindacali e dipendenti aziendali tra i selezionati?
Le stesse domande sono rivolte alla politica cittadina.
Particolarmente significativo appare il silenzio di Sinistra Italia e del Movimento 5 Stelle presenti in Consiglio comunale. Tra queste vi è il consigliere comunale Rosario Andreozzi, dipendente di Napoli Servizi e profondo conoscitore delle dinamiche interne dell’azienda.
Andreozzi ritiene che le procedure adottate siano state pienamente trasparenti? Condivide la scelta di affidare il reclutamento all’agenzia Umana S.p.A.? Ritiene che la pubblicazione degli elenchi degli assunti, degli idonei e dei criteri di selezione possa contribuire a fare chiarezza?
Le stesse questioni riguardano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, che da sempre pongono al centro della propria azione politica i temi della trasparenza amministrativa e della lotta alle clientele. Per quale motivo non è stata promossa alcuna iniziativa pubblica per fare piena luce sulla vicenda?
Resta poi aperta una questione che merita un chiarimento ufficiale.
Considerata la natura pubblica e in-house di Napoli Servizi, per quale ragione non si è fatto ricorso agli strumenti previsti dalla Legge 56 del 1987 per l’avviamento a selezione delle figure professionali appartenenti alle categorie esecutive e medio-basse? Quali valutazioni hanno portato invece a privilegiare il canale della somministrazione tramite agenzia privata?
Si tratta di una scelta che merita una spiegazione dettagliata, soprattutto alla luce delle dimensioni del reclutamento effettuato.
Ma il silenzio non riguarda soltanto la maggioranza.
Anche dai banchi dell’opposizione di centrodestra non sono giunte iniziative particolarmente incisive. Nessuna campagna pubblica, nessuna richiesta di verifica approfondita, nessuna pressione politica proporzionata alla portata delle polemiche.
Per quale motivo? E come si spiega il mancato intervento di figure che hanno costruito gran parte della propria attività pubblica sui temi della legalità e del controllo dell’azione amministrativa, come il consigliere comunale e magistrato Catello Maresca?
Domande che attendono ancora una risposta.
Per dissipare definitivamente ogni dubbio basterebbe poco: pubblicare gli elenchi completi degli idonei, i criteri adottati, i punteggi assegnati e gli atti che hanno portato alle 187 assunzioni.
Fino ad allora resterà inevitabile una domanda: se tutto si è svolto nella massima trasparenza, perché attorno a questa vicenda continua a regnare il silenzio?
Ciro Crescentini
