La denuncia di Giancarlo Di Maio accende il dibattito pubblico e spinge associazioni e politici a chiedere chiarimenti
Un racconto che, se confermato, apre interrogativi pesanti sul rapporto tra cittadini e forze dell’ordine. È quello affidato ai social da Giancarlo Di Maio storica libreria Dante&Descartes, che ha denunciato pubblicamente quanto sarebbe accaduto nel pomeriggio di giovedì 12 giugno davanti alla sua attività nel centro storico di Napoli.
Secondo il libraio, intorno alle 16 alcune auto avrebbero raggiunto piazza del Gesù Nuovo, posizionandosi in modo tale da ostacolare la visibilità e l’accesso alla libreria. Da lì sarebbe nato un confronto con persone che il commerciante avrebbe successivamente identificato come appartenenti alle forze dell’ordine in abiti civili.
Nel lungo post pubblicato su Facebook, Di Maio descrive una situazione di forte tensione, culminata in controlli amministrativi, atteggiamenti intimidatori e presunte minacce.
«Ore 16 arrivano in piazza a motori spiegati alcune auto e si mettono con 4 auto a chiudere la libreria da ogni lato. Chiedo di lasciarmi un po’ di spazio, fanno finta di niente. Capisco che sanno di avere il coltello dalla parte del manico perché sono forze dell’ordine in borghese. Non demordo e azzardo una seconda richiesta, questa volta in tono più deciso. Esce dall’auto un uomo munito di paletta, mi chiede di ripetere. Gli ripeto che avrei bisogno di spazio per la mia attività e che lo stallo dedicato alle forze dell’ordine è vuoto. Di lì in poi mi ritrovo in una morsa di poliziotti che con modi autoritari mi accusano di non aver tenuto conto della loro autorità».
Il libraio racconta inoltre l’intervento di una agente donna e momenti che definisce particolarmente concitati. «Arriva una poliziotta e lancia via una sedia che lascio sempre fuori per far sedere chi passa, dicendo che è pericolosa per i bambini. La alzo e la chiudo sperando si calmi. Mi chiedono la licenza, nel panico gliene consegno solo una parte mentre in otto continuano a minacciarmi. La più accanita è la poliziotta, lancia sedie, mi spintona più di una volta senza complimenti. Chiedo ad un suo collega di intervenire e la riprende dicendo di stare calma».
Secondo il racconto di Di Maio, dopo la verifica della documentazione sarebbero arrivate ulteriori contestazioni relative alle bancarelle di libri esposte all’esterno della libreria. «A quel punto mi chiedono l’autorizzazione per le bancarelle dei libri in offerta. Gli faccio notare che a Napoli esistono autorizzazioni solo per chi somministra bevande o alimenti e sempre lei, ridendo, mi dice che lo sa bene, per questo me l’ha chiesto. Le rispondo che il Comune da che sono in vita non ha mai previsto un’autorizzazione di tal tipo».
L’episodio si sarebbe concluso dopo circa mezz’ora, ma il libraio sostiene di aver ricevuto ulteriori intimidazioni.«Finalmente verso le 16.30 se ne vanno a piedi. Mi lasciano le loro minacce e mi dicono che torneranno e mi faranno un culo così. Lasciano le auto avanti al negozio distruggendo il mio morale e la mia attività».
Il post ha immediatamente suscitato reazioni e manifestazioni di solidarietà da parte di associazioni, esponenti politici e operatori culturali cittadini.
Tra i primi a intervenire il Comitato Esercenti Napoletani (CEN).
«Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza alla libreria Dante e Descartes di Piazza del Gesù Nuovo. Nessuna forma di abuso o violenza è tollerabile, tanto più se proviene dalle forze dell’ordine. È inaccettabile la minaccia subita dal titolare della libreria e, come tale, va stigmatizzata, come del resto ogni forma di sopruso, soprattutto da parte di chi amministra – o dovrebbe farlo – la città di Napoli. L’amministrazione ha il dovere di emarginare gli autori di queste condotte. Il CEN auspica che il titolare della libreria, come ogni cittadino che sia vittima della sopraffazione di esponenti delle forze dell’ordine, voglia denunciare l’accaduto alle competenti autorità, nella consapevolezza che il Comitato sarà pronto ad assisterlo nella sua battaglia».
Sulla vicenda è intervenuta anche Nives Monda, titolare della Trattoria Santa Chiara e da anni impegnata sui temi dello spazio pubblico nel centro storico.«La mia solidarietà a Giancarlo Di Maio prescinde dal fatto che lui sia gestore di un’attività commerciale in piazza del Gesù. A mio avviso la cosa va collegata alle intimidazioni subite dai ragazzi che sabato scorso festeggiavano la fine della scuola. Se vi sono state violazioni da parte loro che vadano accertate nelle sedi opportune, ma che la polizia assuma atteggiamenti reazionari non è tollerabile». «Va altresì collegata alle ordinanze prefettizie sulle zone rosse, di carattere anticostituzionale, e alle ordinanze comunali sulla gestione dello spazio pubblico e sulle attività degli artisti di strada e degli artigiani ambulanti. Fa tutto parte di un medesimo modello di gestione della cosa pubblica che non serve, non ci piace e non vogliamo. Rivendichiamo chiarimenti dalla Questura di Napoli in merito all’accaduto e, a partire da esso, attuiamo forme di dissenso verso la deriva securitaria che ormai è stata imboccata. Le piazze sono luogo di comunità e lo spazio pubblico non può essere scenario di forme repressive che nulla hanno a che fare con l’ordine pubblico».
Durissimo anche il comunicato diffuso da Rifondazione Comunista Napoli, che parla apertamente di aggressione a un presidio culturale cittadino. «Rifondazione Comunista Napoli esprime piena vicinanza e solidarietà alla libreria Dante&Descartes di piazza del Gesù, vittima oggi pomeriggio di una brutale aggressione e di reiterate minacce da parte delle forze dell’ordine. Ancora una volta ad essere vittima di aggressione in città è un luogo di cultura, un luogo di arte, un luogo di aggregazione». «La libreria Dante&Descartes è rea di vendere libri, di fare cultura e la cultura è invisa al capitale, invisa a questa amministrazione comunale. Esprimiamo profonda e inquietante preoccupazione per l’ennesima aggressione ad un luogo di cultura, ad una libreria, poiché questa amministrazione vede la nostra città come un luna park per i turisti, mancando di gestirne i flussi e allontanandola dai propri cittadini».
A chiedere un immediato chiarimento istituzionale è anche Pino De Stasio, consigliere di Municipalità. «Cosa è successo ieri pomeriggio alla Libreria Dante & Descartes in piazza del Gesù a Napoli? Bisogna immediatamente chiarire questo episodio che ha poco a che fare con la normalità ed il corretto rapporto tra forze dell’ordine e cittadini. Insieme all’avvocato Andrea Chiappetta esprimiamo solidarietà e vicinanza alla storica libreria e, in qualità di consigliere, chiederò al Questore le ragioni di questo triste episodio».
Solidarietà a Giancarlo Di Maio da Potere al Popolo: «Esprimiamo totale solidarietà alla storica libreria Dante & Descartes e a chi la anima ogni giorno con passione e dedizione. Quanto denunciato nel loro ultimo post è inaccettabile: agenti in borghese che si rendono protagonisti di arroganza, spintoni e minacce contro uno storico presidio culturale di Napoli. Esercitare il proprio ruolo per intimidire lavoratori e mortificare un’attività che prova a resistere alla gentrificazione e asservimento della città al profitto non è tutela dell’ordine pubblico, è un abuso di potere che non può e non deve passare sotto silenzio». «Le piazze della nostra città hanno bisogno di libri, cultura e spazi di aggregazione, non di prove di forza immotivate e prepotenze gratuite. Tutto questo avviene nel colpevole silenzio e nell’indifferenza di un’amministrazione cittadina che continua a privatizzare e svendere Napoli ai fondi di investimento e a piccoli e grandi speculatori, abbandonando chi invece resiste e produce valore sociale e culturale sul territorio.Siamo al vostro fianco: nessuno deve essere lasciato solo di fronte all’arroganza».
Le accuse formulate da Giancarlo Di Maio sono particolarmente gravi e riguardano presunti comportamenti intimidatori da parte di appartenenti alle forze dell’ordine. Al momento si tratta della versione resa pubblica dal titolare della libreria e delle prese di posizione di associazioni e soggetti politici che gli hanno espresso solidarietà. Proprio per la rilevanza delle affermazioni e per il forte impatto che la vicenda ha avuto nell’opinione pubblica cittadina, cresce ora la richiesta di chiarimenti ufficiali da parte della Questura di Napoli e delle altre autorità competenti, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
Ciro Crrescentini

