Attese migliaia di presenze, ma la piazza resta vuota: delusione per l’evento pro-ponte
Quella che doveva essere una grande dimostrazione di sostegno al progetto del Ponte sullo Stretto si è trasformata in una partecipazione ben al di sotto delle aspettative. La manifestazione “L’Ora del Ponte”, promossa dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini insieme a Confindustria, Confartigianato Trasporti e diverse organizzazioni sindacali come CISL, UGL e Cisal, non ha raggiunto i numeri annunciati alla vigilia.
In piazza Unione Europea a Messina erano attese circa 3500 persone, ma a mezz’ora dall’arrivo del ministro si contavano soltanto poche centinaia di sostenitori. Solo con l’inizio dell’intervento di Salvini la presenza è cresciuta, arrivando a circa 400 partecipanti, un dato comunque lontano dalle previsioni iniziali.
Dal palco, il vicepremier ha rilanciato con forza la centralità dell’opera, definendola non come un progetto di parte, ma come “il ponte degli italiani e della pace”, sottolineandone i presunti benefici economici, ambientali e sociali. Secondo Salvini, il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria consentirebbe di ridurre tempi di percorrenza, costi e emissioni, migliorando concretamente la vita dei pendolari. Le opposizioni al progetto, ha aggiunto, sarebbero dettate da posizioni ideologiche.
La manifestazione si è svolta in un clima politico particolare, a pochi giorni da una battuta d’arresto per il centrodestra sul piano referendario. Nonostante ciò, numerosi esponenti istituzionali hanno partecipato all’iniziativa, tra cui rappresentanti del governo, amministratori locali e vertici della società Stretto di Messina. Tra gli interventi, è stato ribadito il valore strategico dell’infrastruttura nel contesto dei collegamenti europei, in particolare lungo l’asse Nord-Sud che dovrebbe unire Helsinki a Palermo.
Il progetto del ponte è stato descritto come un tassello mancante di questo corridoio, già interessato da altri grandi cantieri infrastrutturali, come il tunnel tra Danimarca e Germania e quello del Brennero. L’obiettivo dichiarato è realizzare un collegamento stabile operativo tutto l’anno, senza interruzioni.
Non sono mancati i riferimenti alle difficoltà burocratiche e agli stop istituzionali, come quello della Corte dei Conti, considerati però ostacoli superabili. La linea comune tra i sostenitori resta quella di andare avanti con determinazione.
A sorprendere è stata anche la presenza di Enzo Bianco, ex ministro e figura storicamente legata al centrosinistra, che ha confermato il proprio sostegno all’opera, invitando a superare le divisioni politiche in nome dello sviluppo del Mezzogiorno.
Nonostante gli interventi e il sostegno trasversale espresso dal palco, la scarsa partecipazione ha segnato l’evento, evidenziando una distanza tra l’entusiasmo degli organizzatori e la risposta reale della piazza.
Ciro Crescentini

