Il nuovo report Legambiente mostra i dati del 2025: PM10, PM2.5 e NO2 sopra soglia in 74% dei comuni campani
Il rapporto Legambiente “Mal’Aria di città 2026” fotografa il 2025 nelle città campane: livelli di PM10, PM2.5 e NO2 rimangono preoccupanti. Su 33 comuni monitorati, 9 superano i 35 giorni annui oltre il limite giornaliero di PM10. In testa Acerra (92 giorni), San Vitaliano (84), Teverola (74) e Casoria (72). Tra i grandi centri, Napoli conta 64 giorni fuori soglia. Per il target 2030 (PM10 20 µg/m³), il 74% dei comuni è sopra i limiti; solo 6 città rispettano già i valori. Riduzioni necessarie: Acerra -53%, San Vitaliano -49%, Casoria -48%, Napoli -30%.
Per il PM2.5 (target 2030: 10 µg/m³) solo Ottati è entro il limite. Situazioni critiche: San Vitaliano -67%, Casoria -62%, Aversa -54%, Napoli -37%.
Per il NO2, nessuna città supera il limite vigente di 40 µg/m³, ma 17 comuni superano il target 2030 di 20 µg/m³. Le riduzioni più necessarie: San Vitaliano -49%, Volla -41%, Napoli -38%.
Legambiente sottolinea che l’inquinamento non può più essere gestito come emergenza meteorologica: servono politiche strutturali, trasporto pubblico efficiente, mobilità sostenibile, ZTL, logistica urbana pulita, efficienza energetica, interventi su agricoltura e allevamenti, piani comunali misurabili e rete di monitoraggio aggiornata. Le 9 città fuori soglia per PM10 registrano picchi ripetuti, con rischi sanitari acuti in periodi di stagnazione atmosferica. Cinque dei comuni critici si trovano in provincia di Caserta. Napoli, pur essendo capoluogo, deve ridurre le concentrazioni di PM10 del 30% entro il 2030 per rispettare gli standard europei.
Le polveri sottili PM2.5 evidenziano una distanza ancora maggiore dai target 2030. San Vitaliano e Casoria superano i limiti attuali; 21 città su 22 devono ridurre i valori per allinearsi agli standard europei.
Per il NO2, se oggi i limiti sono rispettati, spostando lo sguardo al 2030 17 comuni hanno concentrazioni superiori a 20 µg/m³, con Napoli e San Vitaliano tra i casi più critici. Secondo Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania, “la gestione dell’aria non può più limitarsi a interventi emergenziali legati al meteo, ma deve diventare parte integrante della pianificazione regionale. La lentezza con cui alcune città riducono l’inquinamento rischia di compromettere la salute dei cittadini e la possibilità di rispettare gli standard europei”.
Le strategie suggerite includono potenziamento del trasporto pubblico, mobilità condivisa, ZTL/LEZ, logistica urbana a emissioni zero, efficienza energetica, interventi su agricoltura e allevamenti, piani comunali coerenti con obiettivi al 2030 e aggiornamento della rete di monitoraggio.
Alma

