Un’inchiesta esclusiva rivela come alcuni creator ingaggiati per eventi infantili diffondano messaggi di odio, violenza e sfiducia nelle istituzioni. TikTok ha già rimosso diversi contenuti
Mentre i genitori immortalano con il cellulare sorrisi e balli, nessuno sembra accorgersi che le canzoni in sottofondo parlano di pistole, spaccio, latitanza e sfregio alle forze dell’ordine. Benvenuti nel paradosso dei nuovi idoli digitali: giovani creator che, tra filtri TikTok e coreografie virali, trasformano feste di compleanno e prime comunioni in tribune per messaggi tossici.
Questa sera, Striscia la Notizia scende in campo con un’inchiesta esplosiva affidata all’inviato Luca Abete, che ha infiltrato eventi privati frequentati da minori per documentare un fenomeno sempre più diffuso: bambini che, inconsapevoli o indotti, cantano testi carichi di apologia della criminalità, mentre intorno a loro adulti applaudono e condividono il tutto sui social come se fosse intrattenimento innocuo.
Il servizio mostra immagini agghiaccianti: ragazzini che mimano spari, inneggiano al “non fidarsi mai della polizia” e recitano versi pieni di riferimenti alla droga, il tutto condito da autotune e luci da concerto. Eppure, questi stessi “artisti” sono pagati profumatamente per animare momenti che dovrebbero celebrare l’infanzia, non corromperla.
La reazione di Abete è netta: «Qualcuno ha scambiato la torta di compleanno con un manifesto del crimine». Il suo intervento, però, non è passato inosservato. Subito dopo la registrazione, si è scatenata una furia online: insulti, minacce velate e campagne di odio da parte dei fan degli influencer coinvolti, molti dei quali hanno promesso “guerra” a chi osa criticarli.
Ma la denuncia ha avuto anche effetti concreti: TikTok ha provveduto a rimuovere video con minori esposti a contenuti inappropriati e ha disattivato diversi account legati al fenomeno. Resta però aperta la domanda più scomoda: come siamo arrivati a normalizzare, persino a celebrare, messaggi che minano i fondamenti della legalità e dell’educazione?
Striscia la Notizia non si ferma qui. L’appello di Abete è chiaro: «Basta confondere il successo virale con il buon esempio. I nostri figli meritano modelli che ispirino rispetto, non paura».
L’intera inchiesta andrà in onda questa sera su Striscia la Notizia Canale 5.
Red

