La delibera 450 riduce i compensi dei consiglieri di municipalità eletti mentre il sindaco e gli assessori ricevono aumenti milionari
Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la delibera n. 450, finalizzata a ridurre i costi delle Municipalità. Il sindaco Gaetano Manfredi l’ha celebrata come “un primo passo importante per dotarsi di una nuova governance del territorio”, ma dietro le dichiarazioni di circostanza emerge un evidente doppio standard: i consiglieri di municipalità eletti dai cittadini subiscono tagli ai compensi e ai gettoni di presenza, mentre il sindaco e gli assessori beneficiano di aumenti immediati e sostanziali, che nel caso di Manfredi portano lo stipendio a circa 13.800 euro netti al mese, più del triplo rispetto al predecessore De Magistris, e circa 9 mila euro mensili per ciascun assessore.
I consiglieri comunali di Forza Italia — Iris Savastano, Salvatore Guangi e Demetrio Paipais — hanno deciso di abbandonare l’aula durante la votazione della delibera. In una dura presa di posizione hanno spiegato: “Condividiamo pienamente l’importanza e la necessità di ridurre i costi della politica, soprattutto in un momento storico complesso per i cittadini. Tuttavia riteniamo che tali tagli debbano essere effettuati secondo logiche meritocratiche e non politiche, privilegiando il ruolo del consigliere municipale eletto dai cittadini, e non quello di assessori, presidenti e vicepresidenti, figure nominate dall’alto.
Dopo oltre sei ore di discussione a porte chiuse, durante le quali avevamo presentato una nostra proposta di mozione di accompagnamento alla delibera 450 — che prevedeva una riduzione immediata di quasi due milioni di euro, il mantenimento del numero dei consiglieri, l’aumento a 25 gettoni di presenza e un taglio netto dei compensi di presidenti, vicepresidenti e assessori — abbiamo deciso di non votare la delibera. Così si penalizzano i consiglieri eletti, coloro che lavorano quotidianamente sul territorio e conoscono le problematiche dei quartieri, a vantaggio dei nominati.”
Anche Sandro Fucito, presidente della Municipalità San Giovanni-Barra-Ponticelli, ha commentato duramente: “Apprendo che il Consiglio comunale, chiamato a una modifica statutaria, non aveva il numero di consiglieri previsto per votarla (2/3). Tema bollente: i costi della politica cittadina. Eppure sono riusciti, pur non votando questi atti e in seconda convocazione, a estrapolare la parte che consente di tagliare le indennità dei presidenti di Municipalità e il numero di riunioni retribuite, senza mai considerare la possibilità di ridurre il compenso del sindaco, degli assessori comunali o il numero delle riunioni riconosciute ai consiglieri comunali. Alla fine hanno votato in dieci!”
Il quadro è chiaro e surreale: chi lavora realmente sul territorio paga il prezzo dei tagli, mentre chi governa si premia immediatamente con aumenti sostanziali degli stipendi, appena applicati dopo l’insediamento della giunta in questa legislatura. Una gestione che accentua le disparità, alimenta il malcontento e mette seriamente in discussione la credibilità delle istituzioni.
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