L’opera di Jorit diventa simbolo della lotta contro crimini di guerra e violazioni dei diritti umani
Un volto innocente, spezzato troppo presto, è ora immortalato sulla facciata di un edificio di Potenza. È quello di Hind Rajab, sei anni, vittima dell’attacco israeliano a Gaza del 29 gennaio 2024, il cui dramma ha commosso il mondo intero. Intrappolata in un’auto insieme ai familiari uccisi, Hind riuscì a contattare la Mezzaluna Rossa Palestinese, cercando aiuto fino all’ultimo. Nonostante i tentativi di soccorso, il carro armato israeliano aprì il fuoco sul veicolo, colpendo la bambina con 335 proiettili. Con lei persero la vita sei membri della sua famiglia e due paramedici che tentavano di salvarli.
Ora, il volto di Hind domina un murale di 10 metri per 28 realizzato dallo street artist Jorit in via Verdi. Per completarlo sono state impiegate 6.500 bombolette spray, in quella che l’artista ha definito “un’opera collettiva, voluta da tutti”, capace di trasformare il dolore in memoria visiva.
Hind è diventata simbolo di tutti i bambini innocenti vittime del genocidio palestinese: solo dall’ottobre 2023, oltre 20 minori minori hanno perso la vita nella striscia di Gaza. La sua storia ha ispirato la nascita della Hind Rajab Foundation, organizzazione belga che lotta contro l’impunità per crimini di guerra e violazioni dei diritti umani in Palestina.
Il murale non è solo arte urbana: è testimonianza, monito e memoria, un grido silenzioso che attraversa confini e culture, affinché il volto di Hind non venga mai dimenticato.
Il post di Jorit su Facebook
Una bambina di 6 anni parla di unicorni e vive in un mondo tutto suo: un universo di emozioni sconosciute, circondata da volti che trasmettono sicurezza e il calore degli abbracci. È un mondo fatto di piccole certezze: un papà che usa un tono dolce, ma che impone anche regole severe, un pianto improvviso seguito da un sorriso. Per una bambina di sei anni, il mondo è un luogo vasto e misterioso, guidato da mamma e papà, zii e fratellini che la proteggono. È un mondo in cui un orsacchiotto rosa viene abbracciato forte, e lo si ama come se fosse ‘vivo’. Si parla con lui si ascoltano le sue risposte e lo si tiene per mano.
Hind – una bambina di 6 anni palestinese – ha visto il suo piccolo mondo trasformarsi in un incubo, popolato da sangue, urla e boati. Ha trascorso le ultime ore della sua vita circondata dai cadaveri degli zii e dei cugini uccisi davanti ai suoi occhi, riflettendo su una parola che non comprendeva appieno: “morte”. Una bambina di sei anni che sente di essere vicina alla fine. E dice al telefono ai soccorsi “non voglio morire. ho paura.”Hind è stata colpita da 335 proiettili, mentre il terrore la circondava, e ha visto un carro armato avvicinarsi come un mostro, con i denti aguzzi, la bava e gli occhi rossi. Poi ha sentito il calore intenso dei proiettili attraversarle il corpo come lame incandescenti. Quali sono stati i suoi ultimi pensieri? L’orsacchiotto rosa, poi papà, poi mamma…. Poi il buio.
Montagne di cadaveri, palazzi distrutti, fame e dolore, intere città rase al suolo. Ventimila bambini uccisi. Decine e decine di migliaia di esseri umani spazzati via. Isr4ele non è uno stato, ma una modalità di esistenza: quella dei coloni che sottraggono la terra ad altri e giustificano i loro crimini attraverso un’ideologia di sup3riorità r4zziale. L’umanità ha già vissuto simili atrocità: la stessa pratica degli inglesi in India, dei Giapponesi in Cina, dei boeri in Sud Africa e dei n4zisti.
Nelle guerre muoiono molte persone, anche bambini, e ogni bambino ucciso è una tragedia senza fine. Ma questa guerra; è uno sterminio. Settanta, ottanta, novantamila persone uccise, non si riesce a tenere il conto tra morti dirette e quelle causate dalla grave situazione igenico-sanitaria creatasi, oltre ventimila bambini trucidati. È l’annientamento di un popolo, un processo che dura da oltre ottant’anni. Non c’è nulla di paragonabile a quanto sta accadendo in P4lestin4. Se il mondo permette tutto questo, significa che non è cambiato nulla da quando i n4zisti professavano il mito della razz4 arian4 e della pulizia etnica.
E io non posso accettarlo.
Ciro Crescentini
