Un gruppo di napoletani e luciani ripristina l’epigrafe storica della fonte, simbolo della tradizione cittadina
Un gruppo di cittadini napoletani e di residenti nel quartiere di Santa Lucia si è riunito presso l’epigrafe in marmo della Fonte di Acqua Suffregna, situata lungo via Chiatamone a Napoli, per avviare una serie di interventi volti a ripristinare la visibilità di una delle fonti storiche più significative della città. Insieme, i partecipanti hanno rimosso la vegetazione invasiva che nel corso degli anni aveva coperto la storica iscrizione, risalente al 1731, che regolamentava l’utilizzo della sorgente, la più frequentata tra quelle presenti all’epoca tra Santa Lucia e il Chiatamone.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Hydrosòphia, un programma che ha visto coinvolti, negli ultimi anni, il Laboratorio Architettura Nomade e l’Assessorato al Patrimonio del Comune di Napoli. Il progetto ha promosso numerose attività finalizzate a garantire l’accesso alla grotta, facilitando al contempo l’intervento del Ministero della Cultura, che ha recentemente riconosciuto il sito per il suo valore etno-antropologico. Inoltre, è stata coordinata una serie di operazioni di pulizia della vasca di accumulo dell’acqua sorgiva, grazie al supporto dell’ABC, la società dell’acquedotto di Napoli.
Nonostante i progressi ottenuti, la situazione è tuttavia segnata da un passo indietro recente: la dismissione della pompa idrovora da parte dell’Assessorato alle Infrastrutture ha portato al ri-allagamento della grotta, limitando l’accesso alla sorgente. I numerosi tentativi di dialogo con l’amministrazione, mirati a preservare e valorizzare il sito, non hanno trovato riscontro, soprattutto in un contesto in cui le politiche comunali sembrano essere orientate verso una prospettiva commerciale e turistica. Questo è quanto sottolineato dallo stesso assessore Cosenza, che in un recente intervento presso la Fondazione Ezio De Felice ha parlato della “trasformazione” della Fonte in una nuova “perla” da sfruttare a fini economici.
Nonostante le difficoltà, il Comitato delle Acque del Chiatamone esprime la propria determinazione nell’auspicare che il sito e la sorgente possano essere restituiti alla cittadinanza napoletana, non solo per il suo valore storico e culturale, ma anche come punto di riferimento naturale per le future generazioni. Il comitato ribadisce l’importanza di preservare un bene che, al di là delle logiche turistiche, rappresenta una parte fondamentale dell’identità storica e sociale di Napoli.
L’iniziativa di oggi, sebbene simbolica, rappresenta un segno tangibile di un crescente impegno civico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale della città. La speranza è che, nei prossimi mesi, il sito possa essere restituito alla comunità, nel rispetto della sua storia e del suo ruolo come risorsa collettiva.
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