Attivisti e studenti si candidano per contrastare la politica tradizionale
Non hanno cognomi altisonanti né ereditato poltrone politiche, eppure scelgono di mettersi in gioco. Sono giovani attivisti, studenti e militanti dei territori campani che da anni lottano per una sanità pubblica, per il diritto all’abitare, per il lavoro dignitoso e per la tutela dell’ambiente. Ora, questi attivisti sono pronti a portare la loro voce direttamente in Consiglio regionale con la lista Campania Popolare, frutto di un’alleanza tra Potere al Popolo, PRC, PCI, collettivi e associazioni locali. Tra i candidati, la giornalista Carla Di Napoli, l’avvocato giuslavorista Pino Marziale, l’ex consigliere regionale Francesco Maranta

«Non siamo figli o nipoti di nessuno. Non vogliamo chiuderci in quattro stanze e fare clientelismo. La nostra politica si costruisce parlando con le persone, ascoltando i territori e organizzando la lotta insieme a chi resiste ogni giorno», spiegano.

Oggi è stato inaugurato il comitato elettorale presso la Sezione Gemma, in via Vico Tarsia 4. «Vieni a conoscerci e ti accorgerai che non siamo tanto diversi da te».
Negli ultimi dieci anni, la Campania è stata guidata dal centrosinistra di Vincenzo De Luca, una gestione che secondo Campania Popolare ha peggiorato molti problemi strutturali della regione, alimentando clientelismo e speculazioni a danno dei cittadini. «Fiumi di denaro pubblico sono stati dirottati verso privati, mentre le opposizioni in Consiglio hanno sostanzialmente taciuto», denunciano gli attivisti. I 5 Stelle, dopo essersi presentati come alternativa nel 2015 e nel 2020, avrebbero tradito le aspettative degli elettori passando al sostegno della giunta. La destra, dicono, «non ha mai esercitato opposizione reale, partecipando alla “pappatoria” politica».

Con il passaggio di consegne formale di De Luca, il centrosinistra ha già impostato la futura coalizione, candidando esponenti legati alle famiglie politiche tradizionali e imponendo il proprio programma. La lista Campania Popolare si presenta invece come l’unica alternativa credibile a questa continuità di potere, pronta a denunciare abusi, speculazioni e accordi oscuri all’interno delle istituzioni.
«Serve qualcuno che porti la voce di giovani, lavoratori e classi popolari in Consiglio regionale. Qualcuno che rappresenti chi ogni giorno lotta per diritti e giustizia», spiegano.
Con una campagna elettorale centrata sul contatto diretto con i cittadini e sulla partecipazione dal basso, Campania Popolare prova a riscrivere le regole della politica regionale, mostrando che un’alternativa è possibile anche senza nomi famosi o poteri consolidati.
Ciro Crescentini

