La crisi ucraina al centro dei colloqui. Mosca sottolinea il lavoro svolto con Witkoff
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov è sbarcato ad Anchorage indossando una maglia con la scritta “CCCP”, l’acronimo in cirillico dell’Unione Sovietica. Un gesto che ha attirato immediatamente l’attenzione dei media internazionali, alla vigilia dell’attesissimo incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l’ex presidente statunitense Donald Trump.
In un breve scambio con la stampa davanti al suo hotel, Lavrov ha dichiarato che il terreno per il vertice è stato preparato durante la recente visita a Mosca dell’inviato speciale americano Steve Witkoff, sottolineando che i colloqui sono stati “molto utili” e che il Cremlino intende proseguirli in Alaska.
“Non facciamo piani in anticipo, ma sappiamo di avere argomenti solidi e una posizione chiara, che presenteremo senza ambiguità”, ha affermato Lavrov. “Molto è già stato fatto durante le visite di Steve Witkoff. Il presidente Putin ne ha parlato e Witkoff ha agito in rappresentanza del presidente Trump. Speriamo di continuare questo dialogo costruttivo”, ha aggiunto, intervistato dall’emittente Rossiya-24.
Secondo quanto riportato dall’agenzia russa TASS, Lavrov ha ribadito che Mosca intende portare avanti un confronto diretto e trasparente, incentrato su questioni cruciali per la sicurezza globale.
Nel frattempo, il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov ha anticipato i contorni del vertice: il primo momento dell’incontro sarà un faccia a faccia riservato tra Putin e Trump, con la sola presenza degli interpreti. Al centro della discussione ci sarà la guerra in Ucraina, ma si affronteranno anche temi più ampi legati alla stabilità internazionale, alle relazioni bilaterali e alle principali crisi regionali in corso.
Il vertice, previsto per le 21 ora italiana, segna un momento delicato nei rapporti tra Mosca e Washington, in un contesto globale sempre più teso. L’incontro potrebbe rappresentare una svolta diplomatica oppure un ulteriore banco di prova per due leader con visioni del mondo spesso divergenti, ma uniti dall’interesse strategico per evitare un’escalation incontrollata.
Red
