Feneal Uil contro la nomina di De Falco. Intanto si tace sulla maxi truffa interna da 300mila euro
La prossima settimana il comitato di gestione della Cassa Edile e il consiglio di amministrazione del Formedil di Napoli ratificheranno l’insediamento dei nuovi direttori, destinati a prendere il posto di Mattia D’Acunto, che ha ricoperto entrambe le cariche per quattro anni. Nonostante il processo di selezione sia stato ufficialmente affidato a Randstad Italia S.p.A. – filiale dell’Agenzia olandese che si occupa di ricerca di personale – con un costo stimato attorno ai 20mila euro, i nomi dei nuovi vertici erano già stati anticipati da Il Desk, ben prima delle decisioni formali e delle selezioni.
Secondo quanto appreso, le nomine sarebbero state fortemente volute dall’ACEN, l’associazione dei costruttori edili napoletani, che avrebbe indirizzato le scelte verso figure di propria espressione. Alla guida della Cassa Edile di Napoli andrà Diego Vivarelli, fino a oggi direttore proprio dell’ACEN, mentre al Formedil di Napoli arriverà Francesco De Falco, già direttore del Formedil di Caserta.
Proprio su quest’ultima nomina si è registrato il dissenso di una delle parti sociali coinvolte nella cogestione degli enti: la Feneal Uil. In commissione tecnica, il sindacato ha espresso voto contrario alla designazione di De Falco e, secondo fonti sindacali, manterrà la stessa posizione durante la prossima riunione del consiglio di amministrazione.
OMBRE SULLA GESTIONE E UN’INDAGINE INTERNA CHE FA RUMORE
A turbare ulteriormente il clima in Cassa Edile è il silenzio calato sull’indagine interna relativa a un’ampia truffa che avrebbe coinvolto oltre cento lavoratori, i quali – con il supporto di alcuni operatori sindacali – avrebbero beneficiato indebitamente di prestazioni assistenziali: premi di laurea per i figli, sussidi natalità, contributi vari. Il tutto, secondo quanto trapelato, grazie all’uso di certificazioni false, tra cui documenti anagrafici e titoli di studio mai conseguiti.
Il danno economico stimato sfiora i 300mila euro e l’indagine ha portato alla luce le irregolarità grazie a controlli incrociati con Università, ASL e Comuni. Tuttavia, resta l’assenza di risposte ufficiali su alcuni punti cruciali:
- Quante sono in totale le pratiche sospette?
- Quali tipi di prestazioni sono state usate per perpetrare la frode?
- Quante denunce formali ha sporto la Cassa Edile?
- Qual è il periodo temporale esaminato dall’indagine?
- Perché non estendere i controlli agli ultimi cinque anni e all’insieme delle prestazioni erogate?
Si tratta di interrogativi che interpellano direttamente le tre organizzazioni sindacali (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil), che condividono la gestione dell’ente con le rappresentanze datoriali.
Ci auguriamo che risposte puntuali possano arrivare dalle organizzazioni sindacali, e in primis dalla Feneal Uil, nella persona del suo segretario generale Andrea Lanzetta, al quale riconosciamo onestà intellettuale. Lanzetta, nelle ultime settimane, seppur con toni critici e franchi, ha già inviato al nostro giornale due note su questioni diverse, offrendo chiarimenti e, soprattutto, riconoscendo il ruolo dell’informazione e la funzione del nostro lavoro. Un atteggiamento che apprezziamo. Un atteggiamento ben diverso da quello di chi ha preferito, invece, snobbare la testata o liquidarla con giudizi sprezzanti.
OPACITÀ NELL’AFFIDAMENTO DEGLI INCARICHI LEGALI
Un’altra criticità riguarda l’assegnazione delle pratiche legali in Cassa Edile. L’ex direttore Michele Giurazza distribuiva in maniera proporzionale le pratiche tra i legali interni e quelli indicati dalle quattro sigle rappresentate (le tre sindacali e l’Acen), in modo da garantire equilibrio e trasparenza ma con la direzione di Mattia D’Acunto e l’ingresso dell’avvocato Maurizio Cappabianca – legale interno e nipote dell’attuale revisore dei conti della Cassa, Roberto Cappabianca – l’equilibrio si è rotto.
Oggi, secondo fonti interne, l’80% degli incarichi è stato affidato esclusivamente all’avvocato Cappabianca, con solo il 20% distribuito tra i legali delle organizzazioni sindacali e dell’Acen.
Una prassi che solleva dubbi sull’imparzialità nella gestione degli incarichi e sulla possibile esistenza di conflitti d’interesse. Una vicenda su cui sarebbe auspicabile un chiarimento immediato da parte degli organismi di vigilanza interni.
Le nomine imminenti e le ombre sulla gestione della Cassa Edile pongono nuovamente al centro dell’attenzione pubblica la necessità di maggiore trasparenza nella gestione degli enti bilaterali del comparto edile della provincia di Napoli. Il Desk continuerà a seguire con attenzione ogni sviluppo, chiedendo risposte – chiare e documentate – a chi oggi è chiamato a rappresentare lavoratori e imprese.
Red

