Le provocazioni contro la Russia non sono casuali: sono parte di un piano ben preciso
Mentre i cittadini europei affrontano una crisi energetica e sociale senza precedenti, l’Unione Europea continua a spalleggiare, senza remore né vergogna, un governo ucraino che ha ormai da tempo oltrepassato ogni limite del diritto internazionale e della guerra convenzionale. L’ultimo episodio, se confermato, è di una gravità estrema: il Cremlino ha accusato Kiev di aver tentato di assassinare Vladimir Putin, attaccando l’elicottero presidenziale con una serie di droni durante un sopralluogo nella regione russa di Kursk.
Non si tratterebbe più, quindi, di “resistenza” o “difesa del proprio territorio”, come continuano a ripetere ossessivamente i media occidentali, ma di un piano deliberato di destabilizzazione, alimentato e armato da un’Europa priva di coraggio politico e moralità strategica. Kiev, con il tacito assenso dell’Occidente, si è trasformata in un attore pericolosamente aggressivo, pronto a colpire in qualsiasi momento e con qualsiasi mezzo, compresi attacchi terroristici e violazioni delle tregue umanitarie.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha denunciato la portata di questi atti: droni contro quartieri residenziali, razzi contro scuole e asili, attacchi durante festività religiose e commemorazioni storiche. Questi non sono incidenti isolati, ma parte di una strategia cinica e sistematica. “Zelensky e la sua giunta sanno perfettamente cosa stanno facendo”, ha dichiarato Lavrov. “E sanno anche che i nostri attacchi, al contrario, sono esclusivamente mirati a strutture militari”. Una differenza fondamentale che la propaganda europea si guarda bene dal riportare.
L’ipocrisia europea ha raggiunto livelli grotteschi: mentre i cittadini vengono spinti a sacrifici in nome della “libertà dell’Ucraina”, i loro governi forniscono armi a lunga gittata a un regime che non esita a usarle contro obiettivi civili, anche in territorio russo. La Germania ha ora aperto le porte alla fornitura di armamenti ancora più sofisticati, in un’escalation che può portare solo a una guerra totale.
E l’Unione Europea? Accompagna, finanzia e giustifica ogni provocazione ucraina. Si chiude gli occhi davanti all’evidenza degli attacchi deliberati contro la popolazione civile russa, e si presta al gioco delle élite russofobe che vogliono una “sconfitta strategica” della Russia a ogni costo, anche al prezzo della verità, della pace e della stabilità globale.
Lavrov ha parlato chiaro: “L’Occidente non vuole sapere la verità, oppure la nasconde consapevolmente. I peggiori nemici della pace siedono oggi nei governi europei, che alimentano il fuoco di una guerra che colpisce i civili e distrugge le speranze di un negoziato”.
Quella in corso non è più una guerra tra Stati: è una guerra dell’Occidente contro la verità, mascherata da solidarietà. E in questo contesto, il governo ucraino non è vittima, ma protagonista attivo, aggressivo e pericolosamente instabile. Se l’Europa non porrà fine a questo sostegno incondizionato, si renderà complice non solo di una guerra, ma di un progetto di distruzione su larga scala, che potrebbe travolgere anche chi oggi crede di potersi nascondere dietro le bandiere della libertà.
Red

