L’intervento è avvenuto nella serata di ieri ad opera della Guardia di Finanza di Massa Lubrense
Una mazzetta da 6mila euro consegnata durante una cena al ristorante, nel cuore della penisola sorrentina, ha segnato la fine della parabola politica di Massimo Coppola, sindaco di Sorrento, arrestato in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense. Il blitz è avvenuto nella serata di ieri e ha coinvolto anche il suo stretto collaboratore Francesco Di Maio, fondatore del settimanale locale Agorà.
Secondo le prime ricostruzioni investigative, i due avrebbero ricevuto la somma come parte di una tangente per un appalto da oltre 4,5 milioni di euro relativo alla refezione scolastica, valida fino al 2026. La scena si è consumata sotto gli occhi degli inquirenti: Coppola con in tasca 4.500 euro, Di Maio con i restanti 1.500. Un epilogo eclatante di un’inchiesta partita a dicembre 2024, quando la Finanza sequestrò 15mila euro occultati in una confezione di panettone, poi restituiti dal Tribunale del Riesame.
Tangenti e appalti, la mappa dell’inchiesta
L’indagine, coordinata dai pm Giuliano Schioppi e Matteo De Micheli della Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, ha messo nel mirino un sistema diffuso di corruzione. Oltre 66mila euro sarebbero già stati versati da un imprenditore – su un totale di 120mila pattuiti – per ottenere l’appalto della mensa scolastica. E non è tutto: altri 50mila euro sarebbero stati pagati, sempre allo stesso duo Coppola-Di Maio, per l’aggiudicazione dell’appalto relativo alla riqualificazione dell’asilo nido comunale per il triennio 2022-2025.
Tra le gare attenzionate anche affidamenti diretti e progetti strategici: promozione del brand “Sorrento”, panchine smart, adeguamento tecnologico del teatro Tasso, un percorso pedonale costiero, la riqualificazione dell’area eliportuale, la ristrutturazione di un centro anziani e l’impianto di illuminazione cittadino. Infine, la riqualificazione dello Stadio Italia.
“Lello il sensitivo” e il pastore tedesco Gringo
Tra gli indagati anche una figura singolare: Raffaele Guida, noto alle cronache come “Lello il sensitivo”, cartomante televisivo e considerato fiduciario del sindaco. È stato incastrato da Gringo, il cash-dog della Guardia di Finanza, che ha fiutato un vano segreto nel suo tavolo da biliardo contenente oltre 167mila euro in contanti. Altri 34mila euro sono stati sequestrati a casa di Coppola.
22 perquisizioni e 17 indagati: nel mirino politici, funzionari e imprenditori
L’inchiesta ha portato a 22 perquisizioni tra abitazioni, uffici comunali e sedi di associazioni. Le accuse mosse, a vario titolo, comprendono corruzione continuata e in concorso, turbata libertà degli incanti, peculato e induzione indebita a dare o promettere utilità.
Tra gli indagati ci sono dirigenti comunali, tecnici R.U.P., imprenditori e lo stesso consigliere comunale Vincenzo Sorrentino, commercialista di fiducia del sindaco. In particolare, si indaga sull’associazione culturale “La Fenice”, ufficialmente intestata a un prestanome, ma secondo la procura gestita di fatto proprio da Coppola e Sorrentino. L’associazione avrebbe ricevuto affidamenti per eventi pubblici da decine di migliaia di euro.
Un crollo politico fragoroso
Avvocato 48enne, Massimo Coppola era stato eletto nel 2020 alla guida di una coalizione civica sostenuta anche dal Partito Democratico, segnando la fine del lungo ciclo amministrativo del centrodestra. La sua figura era considerata il simbolo di una “nuova stagione” politica per Sorrento. Nel 2024 il PD aveva abbandonato la maggioranza, in aperta rottura con le scelte del primo cittadino.
Il terremoto giudiziario rischia ora di travolgere l’intero assetto politico della città. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha sospeso ad horas Francesco Di Maio dall’albo, in attesa degli sviluppi giudiziari.
Un’indagine in corso, una città sotto shock
La Procura non esclude ulteriori sviluppi e coinvolgimenti. La città di Sorrento è attonita: l’arresto del primo cittadino ha colto tutti di sorpresa, mettendo in discussione non solo la credibilità della classe dirigente locale, ma anche la trasparenza della gestione amministrativa degli ultimi anni.
Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha sequestrato dispositivi elettronici, documenti e denaro per oltre 285mila euro. L’inchiesta è destinata a proseguire con nuove perquisizioni e interrogatori, mentre si attende che la magistratura chiarisca la portata dell’intero sistema corruttivo.
Alma
