Il balletto istituzionale crea tensione. Musumeci: “Strumenti speciali già in vigore”
Un tira e molla istituzionale che lascia l’amaro in bocca a migliaia di cittadini già messi alla prova dal bradisismo. Prima l’ipotesi di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, poi le dichiarazioni su presunte pressioni ricevute per evitarlo, infine la decisione definitiva: nessuno stato di emergenza sarà dichiarato per i Campi Flegrei. Lo ha stabilito il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, secondo cui l’attuale assetto normativo è sufficiente per gestire la crisi in atto.
A comunicarlo è stato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, che nei giorni scorsi aveva promesso una decisione entro “due-tre giorni”. La risposta tecnica è arrivata prima del previsto. “Le attività del governo possono proseguire con gli strumenti speciali già in vigore”, si legge nella nota ufficiale. Lo stesso ministro ha poi auspicato che “le lentezze più volte lamentate dalle istituzioni del territorio possano essere superate”.
Ma proprio dal territorio arriva una risposta netta e critica. Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha affidato a un lungo post su Facebook la sua amarezza per la gestione comunicativa della vicenda. “Un viaggio sulle montagne russe”, scrive, “tra proclami, accuse in diretta televisiva e retromarce repentine”. Il primo cittadino accusa un clima di confusione e rimpallo delle responsabilità, denunciando il rischio di un danno grave alla coesione sociale e all’economia locale, già messa a dura prova.
Il riferimento è anche alle parole pronunciate da Musumeci nei giorni scorsi, che aveva parlato di “pressioni dal territorio” per evitare la dichiarazione dello stato di emergenza, ritenuta da alcuni potenzialmente dannosa per l’immagine turistica dell’area. Della Ragione respinge al mittente le accuse: “Non servono giustificazioni, serve chiarezza. Serve mantenere le promesse fatte alla gente. I fondi ci sono, utilizziamoli”.
Il sindaco richiama l’attenzione su 500 milioni di euro già previsti per interventi strutturali su scuole, strade, costoni, sottoservizi e abitazioni private. Un piano di messa in sicurezza fondamentale, che ora rischia di rallentare sotto il peso delle incertezze istituzionali.
Nel frattempo, mentre procede l’iter legislativo per la conversione in legge del cosiddetto “Decreto Campi Flegrei” – atteso in Commissione Ambiente al Senato nei prossimi giorni – resta sul tavolo la questione più urgente: la sorte degli oltre 2.200 sfollati che hanno abbandonato le loro case per ragioni di sicurezza. Una comunità in difficoltà, che si è recentemente costituita in un coordinamento per chiedere risposte rapide e concrete.
“Basta parole. Ora servono solo i fatti”, conclude Della Ragione, chiedendo unità d’intenti e una comunicazione istituzionale all’altezza della gravità della situazione. Il tempo delle montagne russe, a Bacoli e Pozzuoli, è finito. Ora serve solo stabilità.
Alma

