Il segretario della Cgil lancia la campagna: appoggio convinto da Schlein, Fratoianni e Conte
Il quorum, più che un obiettivo, è diventato una scommessa. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini lo sa bene: senza il 50% più uno degli aventi diritto alle urne, i cinque referendum su lavoro e cittadinanza dell’8 e 9 giugno rischiano di svanire come fumo in un’Italia sempre più allergica alla partecipazione. Per questo, il segretario della Cgil ha cominciato a bussare alle porte delle opposizioni, chiedendo unità non tanto sui contenuti – che restano divisivi – quanto sulla necessità di far votare il Paese.
In una sola giornata, Landini ha incontrato i leader di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. Un mini-tour che fotografa la mappa di un centrosinistra frammentato, ma per ora disposto a unire le forze in nome della partecipazione. «C’è un impegno comune», ha detto Landini, consapevole però che l’appoggio non è omogeneo. Le crepe sono già visibili.
Il Pd tira dritto, ma senza troppe certezze
Elly Schlein ha sposato la causa referendaria con convinzione. Ha firmato i quesiti, ha promesso il sostegno del partito e delle sue diramazioni territoriali, e ha detto chiaramente che il Pd farà la sua parte. Ma dentro il Nazareno il fronte non è compatto: i referendum toccano il jobs act, e quella ferita è ancora aperta. Nonostante la segretaria abbia evitato lo scontro diretto con l’ala riformista – «non chiediamo abiure a nessuno» – l’impressione è che nel partito ci sia chi voterà turandosi il naso. O forse non voterà affatto.
Cinque Stelle: sì convinto (sul lavoro), libertà sul resto
Giuseppe Conte ha adottato una linea più netta. I Cinquestelle – che da tempo combattono il jobs act – non hanno esitazioni: «Li ho firmati subito», ha detto l’ex premier. Tuttavia, quando il discorso si sposta sulla cittadinanza, la posizione si fa più sfumata. Sul quesito promosso da +Europa, che mira a dimezzare da dieci a cinque anni il tempo per ottenere la cittadinanza italiana, il Movimento lascia libertà di scelta. Del resto, da mesi lavora su un altro fronte: lo ius scholae, più strutturato e meno divisivo.
Fratoianni e Bonelli, il fronte dei “cinque sì”
Chi invece non ha dubbi è l’alleanza rosso-verde. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno detto «cinque sì pieni e convinti». Non solo appoggio, ma entusiasmo. Una sponda che fa comodo alla Cgil, perché dà voce a quell’area politica – spesso minoritaria ma molto attiva – che ha fatto dei diritti sociali la propria bandiera. «Da qui può partire una rivoluzione per le persone», ha detto Fratoianni. Bonelli ha rilanciato: «Utilizziamo il referendum per cambiare l’Italia». Parole forti, ma in un panorama di timidezze, pesano.
Italia Viva? Altrove. Il centrodestra? Irreperibile
E gli altri? Il centrodestra, semplicemente, non risponde. Non ha dato segnali, né mostrato interesse. Per Giorgia Meloni e alleati, questi referendum sono roba d’altri tempi e d’altri schieramenti. Azione segue lo stesso copione, con un silenzio che sa di disinteresse. Più articolata – ma non meno fredda – la posizione di Italia Viva: un incontro con Landini c’è stato, ma il leader Matteo Renzi ha preferito restare al telefono. Del resto, uno dei quesiti mira a smontare proprio una delle sue leggi bandiera, il jobs act. E la distanza tra l’ex premier e il sindacato è nota, forse insanabile.
Il nodo dell’informazione
Oltre ai partiti, c’è un altro attore chiamato in causa: il servizio pubblico. Landini ha chiesto una mobilitazione anche sul fronte dell’informazione. «Serve uno sforzo della Rai e di tutti i media – ha detto – perché il diritto a essere informati è essenziale». E ha ragione. Perché un referendum senza informazione è un referendum già perso.
In fondo, la vera battaglia non è (solo) sui contenuti, ma sul diritto stesso a votare. Il rischio che si ripeta lo scenario già visto – urne semideserte, quorum mancato, quesiti affondati – è concreto. Landini lo sa. E spera che, almeno per una volta, il fronte delle opposizioni riesca a fare squadra. Se non sulla linea politica, almeno su quella dell’impegno civile.
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