Landini ha programmato incontri con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra.
Nel contesto del dibattito politico e sindacale che si sta intensificando in vista dei referendum dell’8 e 9 giugno, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha ribadito con forza la posizione del sindacato: la partecipazione al voto non è solo un diritto, ma un atto necessario per il miglioramento concreto delle condizioni di vita e di lavoro delle persone.
Durante il suo intervento a Futura 2025, Landini ha accolto con favore l’apertura della UIL, che ha scelto di sostenere due dei cinque quesiti referendari – quello per il ripristino dell’articolo 18 e quello sulla sicurezza sul lavoro. Meno chiara, invece, al momento, la posizione della CISL, che ha espresso dubbi sull’efficacia dello strumento referendario per il cambiamento legislativo.
Ma per Landini la direzione è inequivocabile: “Credo e confido che, siccome lo strumento che noi abbiamo messo in campo migliora i diritti delle persone, qualsiasi lavoratore o sindacato che va a votare, non peggiora ma migliora la propria condizione”. Una presa di posizione netta, che invita il mondo del lavoro a essere protagonista, e non spettatore, del cambiamento.
La CGIL, per parte sua, ha già avviato un imponente piano di mobilitazione: raccolte firme, assemblee nei luoghi di lavoro, incontri pubblici, volantinaggi nei mercati e un massiccio utilizzo degli strumenti digitali per raggiungere ogni angolo del Paese. L’obiettivo è chiaro: stimolare la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini a una consultazione che tocca direttamente temi fondamentali per la vita quotidiana.
Landini ha evidenziato anche una delle maggiori criticità del nostro sistema democratico attuale: l’astensionismo. “Siamo un Paese in cui la metà dei cittadini non va a votare e pensa che la politica non li rappresenti. Bisogna portare a votare chi non ci va, facendo loro capire che potranno decidere”, ha dichiarato. Un’esortazione che suona come un appello alla responsabilità collettiva e alla rinascita della partecipazione civica.
Significativa anche l’apertura al dialogo con le forze politiche: incontri già avvenuti con Italia Viva, e programmati con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra. “Abbiamo scritto a tutti, anche alle forze che compongono il governo”, ha sottolineato Landini, rimarcando la volontà di coinvolgere l’intero arco parlamentare affinché si esponga chiaramente in favore della partecipazione al voto. “Troverei una cosa davvero antidemocratica e pericolosa incentivare a non partecipare”, ha concluso il leader Cgil, ribadendo il carattere essenziale della partecipazione popolare per la salute della democrazia.
In un tempo in cui sfiducia e disillusione sembrano prendere il sopravvento, la sfida lanciata dalla Cgil appare non solo sindacale, ma profondamente politica e civile: riattivare le energie democratiche del Paese, mettendo al centro i diritti, la dignità del lavoro e la voce dei cittadini.
VinPau
