A Maggio prime udienze al Tribunale del lavoro. A fare il punto è Rossella Borrelli
A Maggio si terranno le prime udienze al Tribunale del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta in merito ai licenziamenti di Rossella Borrelli, Filomena Di Fonzo, Rocco Di Resta, Ornella Diomaiuti, Giuseppe Maesano e Carmine Varone, 6 dipendenti dell’Associazione “Prevenzione & Sicurezza Edile”, Associazione “no profit” di proprietà della Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil casertani, ovvero le organizzazioni sindacali che “dovrebbero” difendere e tutelare i lavoratori edili. Associazione costituita con un accordo intercorso con l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili.
L’Associazione da circa 20 anni si occupava di sicurezza nei cantieri edili e i 6 dipendenti svolgevano il ruolo di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale. Vantava un bilancio positivo di circa 800 mila euro, contributi da parte delle aziende, gestiva molte risorse economiche ed effettuava interventi di consulenza nei cantieri molto consistenti.

Dopo un ventennio di gestione, i vertici regionali e locali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil decidono di avviare le procedure di messa in liquidazione dell’Associazione, notificando i licenziamenti ai 6 dipendenti a mezzo mail
A fare il punto è Rossella Borrelli, una delle lavoratrici licenziate che solleva delle domande semplici semplici. Domande che meriterebbero risposte di merito da parte dei vertici sindacali locali, regionali e nazionali :
“Dopo l’ennesima strage sul lavoro, non si contano le dichiarazioni dei leader sindacali. Ma come mai nessuno di loro dice che a Caserta hanno licenziato proprio chi si occupava di sicurezza nei cantieri edili, e tra l’altro senza nessuna ragione oggettiva? Con quale credibilità fanno queste dichiarazioni, se poi si comportano, nei fatti in maniera diametralmente opposta? Perché nessuno ci dà voce? Perché questo silenzio? – sottolinea Borrelli – Noi siamo lavoratori come gli altri. Abbiamo subito un sopruso, ma sembra che nessuno voglia parlarne”.
Emerge tanta ipocrisia da parte dei dirigenti sindacali. “Con quale credibilità si tuona sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, si urla basta, ci si costerna di dolore e poi a Caserta si è smantellato un’associazione che si occupava proprio di sicurezza nei cantieri edili? – aggiunge Rossella Borrelli – Uno smantellamento senza una ragione, una spiegazione, un confronto. Uno smantellamento voluto da coloro (i dirigenti sindacali di categoria) che oggi gridano allo scandalo e all’ indignazione per i morti sul lavoro, e ancora tacciono sui motivi che hanno determinato il licenziamento dell’associazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale di Caserta”.
Emerge la mancanza di credibilità di organizzazioni sindacali che sul tema della sicurezza sul lavoro fanno solo demagogia. “Penso sia arrivato il momento di smascherare Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil” – sottolinea ancora Rossella Borrelli.
E non finisce qui. “Negli ultimi mesi tra l’altro, i dirigenti, o pseudo-tali, locali hanno fatto convocare mio padre attualmente iscritto alla Cgil pensionati, dalla commissione di garanzia della CGIL perchè, a loro dire, mio padre offenderebbe l’onorabilità dell’organizzazione, per il solo fatto di sottolineare, in ogni luogo, ed in ogni dove, la loro inadeguatezza. Una vendetta trasversale, non potendo colpire la sottoscritta, in quanto non più organica all’organizzazione stessa – denuncia Borrelli – Un atteggiamento che ancora una volta denota la codardia ed il tentativo di intimidire e mettere il bavaglio a chi, come noi, ha subito una ingiustizia e semplicemente chiede di essere trattato come tutti i lavoratori. Non so più quale sia l’idea di libertà e democrazia nel sindacato”.
Un quadro vergognoso. “L’azienda era sana, il lavoro dei 6 dipendenti certificato da migliaia di verbali con un calce la firma dei lavoratori – evidenzia Rossella Borrelli – Abbiamo chiesto per anni che per ogni impresa che denunciava un lavoro in Cassa Edile, fosse nominato un rappresentante della sicurezza sul lavoro d’ ufficio. Sarebbe stata una cosa più razionale ed utile ai fini della prevenzione e sicurezza. Nessuna risposta”.
Dunque, nell’indifferenza dei sindacati confederali di categoria degli edili, a Caserta da circa un anno non esiste più la figura dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale, una figura obbligatoriamente prevista dal contratto.
“Mi risulta che molte aziende edili hanno fatto richiesta per avere RLST in azienda ma i sindacati non hanno mai risposto – conclude Rossella Borrelli – E a quanto pare tanti imprenditori, forse stanno ancora pagando la quota degli RLST senza beneficiare del servizio. Se fosse confermata questa notizia, domando: dove finiscono queste risorse? Intanto noi, siamo stati licenziati senza la possibilità nemmeno di sederci e confrontarci, con chi avrebbe dovuto agire per la nostra tutela”.
Doppia morale. Doppia morale di sindacalisti che quando entrano nei consigli di amministrazione e di gestione degli enti bilaterali assumono atteggiamenti, utilizzano metodi da padroni delle ferriere, capimastri e in alcuni casi di bulletti in cerca di qualche minuto di celebrità vessando i lavoratori. Andrebbero fatti controlli incrociati da parte degli organismi di vigilanza sulla gestione degli enti bilaterali e delle cosiddette associazioni senza scopo di lucro. Gli enti gestiti dai sindacati non sono “zone franche”.
Luca Monteleone

