“Armare cosa ha prodotto ad oggi? Un nulla di fatto, eccetto carovita, caro bollette, crisi energetica, inflazione. Sul campo questa scelta ha generato troppi morti”
Anche Vittorio Feltri, ex direttore di Libero e attuale editorialista de “Il Giornale”, giornalista notoriamente simpatizzante di destra, chiede di sospendere l’invio di armi all’Ucraina e un accordo di pace. Un posizione coraggiosa molto distante dalle “grandi firme”, comprese quelle della sedicente sinistra, che da mesi usano un linguaggio bellicista e guerrafondaio. Eloquente un sua risposta ad un lettore: ”Armare l’Ucraina cosa ha prodotto ad oggi? Un nulla di fatto, eccetto carovita, caro bollette, crisi energetica, inflazione. Sul campo questa scelta ha generato troppi morti. Quello che ieri era giusto e opportuno potrebbe non esserlo più oggi, ecco perché insisto sul fatto che il nostro approccio al conflitto andrebbe rivalutato”.
Rispondendo a una lettera inviatagli, sull’Ucraina, la guerra e ciò che potrebbe diventare, Feltri è nettissimo sulle pagine del Giornale: “Oggi in tanti si riempiono la bocca con la parola abusatissima «libertà» e in nome di questa, ad esempio, soffocano il pensiero avverso o giustificano crimini e nefandezze di ogni tipo. Il politicamente corretto, ad esempio, cui siamo tutti sottoposti, è una forma velata di assoggettamento del pensiero. E si dia il caso che adesso esso imponga di sostenere che bisogna seguitare ad armare l’Ucraina per tutelare la libertà di tutti noi, degli ucraini, dell’Europa, dell’Occidente tutto. Chi osa mettere in dubbio tale impostazione, ecco che viene accusato di nutrire disprezzo nei riguardi della Libertà e di essere un sostenitore di Putin. Non ritengo di essere né l’una né l’altra cosa, tuttavia sono convinto che sia necessario, per evitare di scivolare inesorabilmente in un conflitto mondiale e nucleare che condurrebbe all’annientamento di tutti i popoli e alla distruzione del pianeta, rivedere la nostra strategia, cambiare qualcosa, favorire il dialogo con la Russia, quindi la distensione, e tutto questo è incompatibile con il sostegno militare attuato mediante l’invio massiccio di armi e con la proposta di Macron di spedire truppe della Nato a combattere in Ucraina contro la Russia, atto che ci farebbe sfociare in un rapidissimo allargamento della guerra, che arriverebbe in casa nostra. Non credo ti vada. A me non va, sono onesto“
Feltri prosegue così: “”Armare l’Ucraina cosa ha prodotto ad oggi? Un nulla di fatto, eccetto carovita, caro bollette, crisi energetica, inflazione. Sul campo questa scelta ha generato troppi morti. Quello che ieri era giusto e opportuno potrebbe non esserlo più oggi, ecco perché insisto sul fatto che il nostro approccio al conflitto andrebbe rivalutato”.
