Il boss, oggi ha 70 anni, da qualche anno, è malato di tumore, e di recente è stato trasferito nel carcere di L’Aquila
Il capo del clan dei Casalesi, Francesco Schiavone, noto come Sandokan si è pentito. Lo riporta oggi l’edizione in edicola del quotidiano “Cronache di Caserta”. Uno scoop che ha spiazzato giornali e agenzie locali e nazionali.

Secondo quanto si apprende la decisione sarebbe maturata nelle ultime settimane, durante le quali la Dna e la Dda di Napoli hanno svolto un lavoro con la massima discrezione.
In questi giorni le forze dell’ordine, si sarebbero recate a Casal di Principe per proporre ai parenti del capoclan, tra cui il figlio Ivahnoe, di entrare nel programma di protezione, a conferma della volontà di Sandokan di collaborare con la Dda di Napoli. Schiavone segue la strada già intrapresa dai figli Nicola (in carcere dal 2010, pentito dal 2018) e di Walter (collaboratore di giustizia dal 2021). Il boss, oggi ha 70 anni, da qualche anno, è malato di tumore, e di recente è stato trasferito nel carcere di L’Aquila. È il secondo capoclan dei Casalesi a pentirsi dopo Antonio Iovine detto ‘o ninno, che ha iniziato a parlare con i giudici nel2014.
Schiavone insieme a Francesco Bidognetti fondò il clan dei Casalesi e leader della Camorra napoletana e casertana. Fu arrestato l’11 luglio del 1998 nel suo bunker a Casal di Principe. Solo due mesi fa il boss ha richiesto il rito abbreviato nel processo che lo vede imputato per tre omicidi, quello di: Luigi Diana, Nicola Diana e Luigi Cantiello. Si tratta del primo rito abbreviato nella storia giudiziaria di “Sandokan”, con noti lunghissimi trascorsi nelle aule giudiziarie a urlare la sua innocenza. Ed è stato proprio Francesco Schiavone a richiederlo, chiedendo la parola in videocollegamento con l’aula di giustizia di Napoli

