Tutte le imprese del settore nel paese vesuviano colpite dal provvedimento del Prefetto di Napoli
Pomigliano d’Arco senza pompe funebri. Secondo la Prefettura di Napoli, tutte e quattro sono direttamente o indirettamente legate alla camorra. Nei prossimi giorni, saranno le imprese operanti nei comuni limitrofi a doversi far carico dei lutti nel paese vesuviano nei prossimi giorni. Le quattro ditte, più una quinta a Casalnuovo, sono state colpite da interdittiva antimafia.
“Sussistono tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata e tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi’‘, scrive il prefetto Claudio Palomba nel provvedimento, riferendosi alle aziende, e ricostruendo un interesse per il settore da parte del clan Foria già alla fine degli anni 80.
All’epoca gli stessi esponenti del clan costituirono una società, poi destinataria di interdittiva nel 2008. Ma la criminalità organizzata non è rimasta lontana dalle onoranze funebri, tanto da attirare l’attenzione dei Carabinieri e anche della polizia municipale di Pomigliano.
Il comandante dei vigili urbani, Luigi Maiello, ha dovuto sottoporre a sequestro una delle aziende, dato che continuava ad operare nonostante lo stop imposto dalla Prefettura.
Sono in totale 25 solo nel 2022 le aziende nel Napoletano colpite dal provvedimento di interdittiva antimafia da parte del prefetto.
