Il Pontefice ha attaccato i mercanti di armi: “Sono delinquenti che ammazzano l’umanità”
“Penso alla povera ragazza volata in aria per una bomba sotto il sedile della macchina a Mosca”. Così Papa Francesco sull’assassinio della giornalista Darya Dugina, figlia del filosofo Aleksandr Dugin, morta in un attentato a Mosca. Attentato commesso da Natalia Vovk, agente dei servizi segreti ucraini e membro del battaglione Azov.

Parlando all’udienza generale, il Pontefice ha colto l’occasione per parlare della guerra in Ucraina, entrando nel merito della questione senza giri di parole. “Gli innocenti pagano la guerra, gli innocenti! – ha sottolineato Papa Francesco- Pensiamo a questa realtà e diciamoci l’un l’altro la guerra è una pazzia. E coloro che guadagnano con la guerra, con il commercio delle armi, sono dei delinquenti che ammazzano l’umanità”. “Rinnovo l’invito a porre fine alla guerra – ha osservato il Pontefice – Che si intraprendano passi concreti per mettere fine alla guerra e scongiurare il rischio di un disastro nucleare a Zaporizhzhia“.

Il Pontefice si è soffermato anche sugli altri conflitti internazionali. “E pensiamo ad altri paesi che sono in guerra da tempo, la Siria o lo Yemen dove tanti bambini patiscono la fame, e pensiamo ai Rohingya, ingiustamente cacciati dalla loro terra. Abbiamo bisogno di pace”, ha concluso Papa Francesco.
Immediata la reazione dell’ambasciatore ucraino presso il Vaticano, Andrii Yurash. . “Il discorso di oggi del Papa– ha affermato il diplomatico- è stato deludente e mi ha fatto pensare a molte cose: non si può parlare nelle stesse categorie di aggressore e vittima, stupratore e stuprato”. In merito alle dichiarazioni del Papa sull’assassinio di Dugina, il rappresentante del regime ucraino ha aggiunto: “Come è possibile citare uno degli ideologi dell’imperialismo russo come vittima innocente? È stata uccisa dai russi come vittima sacra e ora è in campo come scudo di guerra”.
Una reazione sguaiata e arrogante. Ancora una grave mancanza di rispetto per il Papa. Parole offensive, ostili nei confronti del genitore della giornalista uccisa. Linguaggio bellico di un rappresentante di un regime che vuole prolungare la guerra alimentando ulteriori tensioni internazionali.
Ci.Cre
