Presidio di lotta al Maschio Angioino e all’esterno della pizzeria “Concettina ai Tre Santi”.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivato al Maschio Angioino per la firma del “Patto per Napoli”. Ad attenderlo, all’esterno, il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. I tre esponenti istituzionali, successivamente si sono recati nel quartiere popolare della Sanità, per mangiare una pizza da “Concettina ai Tre Santi”. All’esterno del locale sono stati duramente contestati e insultati da disoccupati, precari, lavoratori e studenti. Tra gli argomenti contestati al premier, l’aumento delle spese militari, il mancato potenziamento della sanità pubblica.
“Con il Patto per Napoli destiniamo al Comune di Napoli un miliardo e 231 milioni di euro in vent’anni” – ha dichiarato Draghi – Contribuiamo in modo significativo al risanamento dei conti del Comune e, come spiegato dal sottosegretario Garofoli, leghiamo i pagamenti al conseguimento di alcuni obiettivi”, ha aggiunto.

“Ringrazio il presidente Draghi, a nome mio, del Consiglio e di tutti i napoletani. La sua presenza a Napoli è un riconoscimento di vicinanza e testimonia l’attenzione da parte del governo e del Paese”. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, prendendo la parola nel corso della cerimonia per la firma del “Patto”
. “La firma del Patto per Napoli – ha detto ancora il primo cittadino – rappresenta un momento fondamentale per il rilancio dell’azione amministrativa e la costruzione di un futuro migliore per la nostra città” – ha sottolineato Manfredi

A pochi metri, in piazza Municipio, circa mille persone si sono radunate per una manifestazione di protesta. Oltre al movimento di lotta “Disoccupati 7 novembre”, protestare in piazza anche il coordinamento no green pass e gli studenti no pass. In piazza anche una sagoma di Draghi con la scritta “detenuto 0710”.
Sul Patto è intervenuta Rosaria Galiero, portavoce cittadina del movimento demA. “Oggi in pompa magna è andato in scena l’atto finale del tanto proclamato patto per Napoli. Non a caso tanta enfasi e parterre d’eccezione per la firma di quello che hanno spacciato per il salvataggio del secolo e che invece non è che un inganno, l’ennesimo sulla pelle della città – afferma Galiero – Ci restituiscono in soli 21 anni una parte di quello che in questi anni ci hanno tolto e per avere ciò che ci spettava ci impegniamo sempre per 21 anni a recuperare con risorse proprie una parte di quanto ricevuto“.

“Sempre incluso nel prezzo di questo grande salvataggio ci regalano l’aumento dell’addizionale Irpef, l’introduzione di una nuova tassa d’imbarco e nuove strategie di privatizzazione su servizi e gestione patrimonio. Ancora una volta si gioca con il destino della nostra città – aggiunge Galiero – Negare il sostegno finanziario alla nostra città in questi anni – spiega l’ex assessore della giunta de Magistris – non solo ha avuto ripercussioni sul livello dei servizi ma ha anche rappresentato minori opportunità per il contrasto alle povertà e alle diseguaglianze. Nonostante le privazioni e difficoltà Napoli non ha abbassato la testa, è diventata meta turistica d’eccezione ed ha coltivato l’esperienza di resistenza concreta nella difesa dei servizi pubblici, ha ribadito la sua natura di luogo dell’accoglienza e della solidarietà“.
“No all’aumento delle tasse e alla svendita dei nostri beni – conclude Rosaria Galiero – Prima di spendere soldi in armi e fomentare guerre, il governo si preoccupi di sostenere e finanziare degnamente gli enti locali, i diritti dei cittadini e garantire le tante opportunità negate soprattutto al sud“.

