I senza lavoro definiti pericolosi per la sicurezza pubblica. Ennesimo provvedimento notificato a Eduardo Sorge portavoce e sindacalista SiCobas
I disoccupati e i sindacalisti indipendenti che lottano per il lavoro trattati come criminali, eversivi e “pericolosi per la sicurezza pubblica”.
Nelle ultime ore, la Questura di Napoli ha notificata “avvisi orali” a cinque esponenti del Movimento disoccupati ‘7 Novembre’ di Napoli impegnati in prima linea in molte manifestazioni di protesta in Città a sostegno della loro vertenza sociale. I senza lavoro sono accusati di avere “invaso terreni e edifici”, interruzione di pubblico servizio, riunioni non autorizzate in luogo pubblico. Singolari gli avvisi. Ai disoccupati, in primis al portavoce Eduardo Sorge, responsabile sindacale dei SiCobas, viene intimato di tenere una condotta conforme alla legge, in caso di persistenza non si escludono provvedimenti più restrittivi.

Dunque, azioni e iniziative storicamente promosse dai movimenti che si battono per la giustizia sociale, sensibilizzare le istituzioni locali e nazionali. Azioni e iniziative valutate con un freddo linguaggio burocratico, criminalizzate, trasformate in problemi di ordine pubblico. “Una dura repressione che attacca un esperienza di movimento di lotta che rivendica salario, lavoro e progetti socialmente necessari – spiega in una nota il Movimento 7 Novembre – Un escalation fatta di multe, denunce, procedimenti, fino a 5 processi nel solo mese di Marzo, indagini per associazione a delinquere ed ora addirittura la pericolosità sociale e gli avvisi orali.E’ davvero preoccupante in un momento in cui aumentano i prezzi dei beni di prima necessità, aumentano le bollette, aumenta il non lavoro, le Istituzioni piuttosto che dare risposte concrete al disagio sociale, alla disoccupazione, alla precarietà ed al lavoro nero, alla possibilità di liberare forze ed energie alla marginalità sociale provano ad alzare il livello di criminalizzazione e repressione contro i proletari di questa città che si sono organizzati per emanciparsi dalla povertà e dalla miseria proprio tramite la lotta per un salario garantito e dignitoso, per i servizi sociali, sanità, trasporti, servizi sociali per tutte e tutti”.

“E’ possibile reprimere in tal modo il dissenso e chi lotta per il lavoro?C’è un Tavolo Interistituzionale aperto da tempo, perché non dare risposte concrete alle centinaia di disoccupati/e? – domandano i senza lavoro – Ci rivolgiamo a tutta la città, alla parte sana, agli attivisti, alle realtà di lotta, ai lavoratori e lavoratrici, ai disoccupati e disoccupate, agli studenti e le studentesse, ai comitati di lotta ambientali e territoriali, alla società civile che auspichiamo prenda parola rispetto a questa vergogna. Ad essere “pericoloso socialmente” è il clima che si sta creando attorno alla nostra lotta ed al valore generalizzante che sta assumendo – conclude la nota – Noi non ci fermeremo, la nostra lotta è legittima“
Ciro Crescentini

