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Terme di Agnano, i lavoratori: “Vogliono tagliare i nostri salari del 50 per cento”

Redazione by Redazione
18 Maggio 2019
in Attualità, Notizie correlate
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera di una dipendente dell’azienda partecipata

Egregio Direttore

Le scrivo a nome dei lavoratori coinvolti nel licenziamento, ci sono diverse precisazioni che vorremmo fare. I lavoratori coinvolti hanno dato piena disponibilità agli spostamenti in altre partecipate da anni anche se non si è capito bene perché lo spostamento è cosi mirato, in considerazione che è vero che l’Hotel è chiuso ma una delle due risorse era da sempre impegnata nell’Ufficio Marketing e Comunicazione ( di tutta l’azienda) e successivamente assegnata anche all’ufficio commerciale, l’altra da anni ormai addetta all’accoglienza prima delle piscine termali ( poi date in gestione al privato) e poi all’accoglienza del convenzionato (unica risorsa madrelingua inglese) per la terza risorsa in questione è in possesso di un contratto Termale assegnata al reparto convenzionato con compiti di supervisore pulizie e reparto accoglienza dal 2012. Questo per rispondere con precisione all’esubero creato dal Liquidatore.

Leggiamo che secondo l’assessore Panini ci è stato proposto un contratto di solidarietà, la verità è che ci è stato proposto di cambiare il nostro inquadramento di perdere livelli (diritto acquisito da chi lavora da 27 anni e chi almeno da 10 presso le terme) di ridurre il nostro orario di lavoro, praticamente il dimezzamento dello stipendio. Mi chiedo se l’assessore accetterebbe di vivere con circa 750 euro al mese essendo monoreddito e senza proprietà alcuna.  (Si precisa che un contratto di solidarietà non taglia ad un dipendente 600 euro ed ad un altro 40 euro ma si spalma equamente diminuendo le ore di lavoro) .

Leggiamo inoltre che si fa menzione del distaccamento in Asia che non si è reso possibile per il numero di dipendenti previsto, vorremo  precisare che la società Terme di Agnano invitò tutti i dipendenti a presentarsi alle visite presso Asia, ma una parte dei dipendenti non lo fece, che i dipendenti  proposti per il licenziamento furono invitati ad andare comunque in Asia a fare le visite perché le stesse sarebbero valse anche per Napoli Servizi, dove ci veniva continuamente detto saremo state spostate. Quindi ci siamo recate presso Asia a fare le visite e li abbiamo scoperto che invece le visite erano esclusivamente per la mansione di Spazzino, ci siamo sottoposte alle visite e per serie e dimostrabili patologie siamo state definite inabili alla mansione. Ora la nostra domanda ,si intende punire chi nonostante avesse ruoli e livelli di inquadramento tali che presupponevano almeno un collocamento di mansione similare e che per motivi di salute non hanno potuto accedere ad una funzione che in ogni caso non gli compete?

Da precisare che durante la gestione di tale liquidatore persone addette all’accoglienza sono state istituite di compiti che potevano essere assegnati a chi aveva un livello di inquadramento consono. Ancora una precisazione esiste un altro quadro amministrativo che aveva già chiuso un accordo con un’altra partecipata del comune che però il liquidatore non ha voluto lasciare andare ( e un quadro aziendale di sicuro costa più di due impiegati di 2 livello). E da specificare il liquidatore è un commercialista che potrebbe tranquillamente assumere ad interim il ruolo di responsabile amministrativo

Alla risposta non licenziamo nessuno, rispondiamo:  i distaccamenti effettuati fino ad oggi sono stati fortemente discriminanti, visto che colleghi passati in altre partecipate e nello specifico in ASIA non solo hanno dovuto rinunciare ai loro livelli occupazionali ma in taluni casi a serie riduzioni di stipendio, ( a dirittura svolgono mansioni uguali a dipendenti diretti di ASIA e percepiscono uno stipendio inferiore) Un distaccamento di un anno che al 30 giugno scade e ancora non sanno che fine faranno. Si fa altresì presente che attualmente c’è un dipendente esterno che svolge mansione all’interno della struttura convenzionata da più di un anno. Che di continuo vengono affidati lavori di manutenzione e pulizia straordinaria a ditte esterne. Che l’hotel continua a fare eventi, si sono svolte tra le altre, presso le sale dell’hotel le primarie del PD. E che attualmente da quanto a nostra conoscenza si sta procedendo per affidare sempre a terzi l’organizzazione di eventi estivi. Le piscine esterne e il parcheggio affidate ad esterni , tra l’altro da controlli effettuati di recente dall’Ispettorato al lavoro lavoratori a nero abbondano nella struttura? Ma siamo in una società del Comune di Napoli?

Ora mi piacerebbe tanto capire distaccando 3 risorse le Terme si salveranno? (come anche tagliare 500 euro al mese a tre persone risaneranno i milioni di debiti che la partecipata ha accumulato?) Ne dubito fortemente considerato che arrivano ogni giorno decreti ingiuntivi da parte di fornitori e dipendenti distaccati e mai liquidati. Perché va specificato che i primi a fuggire dalla partecipata furono 4 quadri aziendali nella lontana gestione Marinella De Nigris che furono spostati in Napoli Servizi, ( e che in periodo di cassa integrazione invece erano stati ritenuti infungibili!) altri 20 già in Asia ….in totale all’inizio della vicenda eravamo in poco più di 90 oggi ridotti in 27 ( se sottraiamo i licenziati in 24) la domanda che si fanno i dipendenti tutti, il disegno reale qual è? Forse svuotare l’azienda e smembrarla? A questo punto fatelo definitivamente e smettiamola di giocare con la serenità ormai tolta ai tutti i dipendenti. Precisiamo fortemente che Le Terme di Agnano dispongono di un patrimonio immobiliare enorme comprensivo di diversi terreni che più volte hanno ricevuto richieste di acquisto incomprensibilmente sempre rifiutate, quindi la domanda è licenziamo i dipendenti ma non liquidiamo i patrimoni?

 

Tags: Comune di Napolienrico paninilicenziamentiluigi de magistristerme di agnano
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