Presunti favori ai Casalesi, ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere arrestato con altri 8

Tra i destinatari della misura cautelare Biagio Di Muro Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e turbativa d’asta nelle gare di appalto pubblico messe in atto anche per agevolare il clan dei Casalesi. Una bufera travolge il Comune casertano di Santa Maria Capua Vetere. In manette finisce l’ex sindaco Biagio Di Muro, in carica fino allo scorso dicembre. Sono nove persone arrestate nell’ambito dell’operazione congiunta del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli della guardia di finanza e del Nucleo Investigativo di Caserta dei carabinieri.  Lo scorso 6 aprile era stato arrestato Alfonso Salzillo, un ex assessore della giunta Di Muro, a sua volta coinvolto in un’indagine di camorra.

L’INDAGINE: “MAZZETTE PER L’APPALTO” – L’indagine riguarda l’appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti in via Roberto D’Angiò, già confiscato anni fa al padre di Di Muro. Secondo i pm della dda di Napoli, la gara, che negli anni ha subito vari rallentamenti, sarebbe stata vinta da un gruppo di imprese ritenuto vicino al clan Zagaria. Ai domiciliari è finito il funzionario comunale Roberto Di Tommaso. Di Muro lo scorso luglio subì un perquisizione nell’ambito dell’inchiesta. La Dda ritiene che ci fosse un illecito accordo tra il costruttore Guglielmo La Regina, la cui società ha progettato i lavor di Palazzo Teti, e il rappresentante legale della società che si è aggiudicato l’appalto, Marco Cascella, i quali per aggiudicarsi una gara da oltre 2 milioni di euro, avrebbero pagato tangenti a Di Muro e ad alcuni componenti della commissione di gara (Roberto Di Tommaso e Vincenzo Manocchio ) ottenendo così il punteggio necessario a vincere. La mazzetta sarebbe stata di 70 mila euro, contabilmente mascherata da fatture emesse ad aziende compiacenti di un commercialista amico di La Regina, Raffaele Capasso e di un altro ingegnere, Vincenzo Fioretto.

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