Grattacielo incendiato a Londra, nessuna speranza di superstiti: bilancio a 30 vittime

Non ci sono notizie di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due italiani che abitavano da un paio di mesi al 23mo piano della torre

“Nessuna speranza”. Rimangono ancora oltre 70 persone nello scheletro della Grenfell Tower, il grattacielo di nord Kensington, a ovest di Londra, incendiato nella notte tra martedì e mercoledì. Ma i soccorsi escludono di trovare superstiti. Ancora difficile quantificare i dispersi. Il numero delle vittime è invece salito a 30. Al momento sono ricoverate 24 persone, metà delle quali in gravi condizioni. Nessuna notizia di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due cittadini italiani dispersi, che abitavano da un paio di mesi al 23mo piano della torre. Intorno alle 3 di notte avevano contattato al telefono i loro genitori. “Grazie per tutto quello che hai fatto per me, mamma” le ultime parole di Gloria alla madre Emanuela. Un testamento.

 

 
Intanto resta alta la polemica sulla sicurezza del palazzo andato a fuoco. Il rivestimento finito sotto accusa nell’incendio era stato vietato negli Usa per l’utilizzo negli edifici alti. I pannelli in alluminio installati con funzione isolante ed estetica nella torre durante la recente ristrutturazione sono prodotti dalla ditta americana Reynobond e la società a cui era stato appaltato il lavoro ha scelto quelli più economici, con un’anima di materiale plastico. Un venditore dell’azienda ha spiegato al giornale britannico che questa versione negli Usa è vietata negli edifici che superano i 12 metri a causa del loro rischio di infiammabilità. La versione più economica dei pannelli viene quindi scelta per piccole strutture commerciali e non per condomini o ospedali.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest