Napoli, parte iOS academy: passerella di politici e autorità per la scommessa costata 500 mln al fisco

Inaugurata la scuola per sviluppatori col marchio della casa di Cupertino. Il colosso dell’informatica doveva 880 mln all’erario ma ne paga solo 315 per un accordo. Al taglio del nastro la vice presidente Lisa Jackson

Oggi il via al primo dei due corsi della durata complessiva di 9 mesi diviso in 2 semestri. Parte la iOS Developer Academy a Napoli, frutto di un’intesa siglata lo scorso gennaio tra Apple e il premier Matteo Renzi, che all’inizio parlò di posti di lavoro, non di un corso per sviluppatori. Il taglio del nastro fa gonfiare il petto al rettore della Federico II, Gaetano Manfredi (“Abbiamo realizzato un pezzo di sogno in soli 4 mesi”) e richiama un bel po’ di politici e autorità, per fare passerella. All’inaugurazione nel polo di San Giovanni a Teduccio anche la vice presidente di Apple, Lisa Jackson. “L’Italia ha una lunga storia nell’innovazione e nel design” dice convinta la numero due di Cupertino. In platea i 200 ragazzi selezionati per la scuola dove impareranno a sviluppare app. “Il premier italiano ci ha chiesto di portare qui la prima Academy europea – ricorda Jackson – qui studieranno giovani che vengono da 11 regioni italiane e da altri Paesi. Con l’Academy proviamo a cambiare e migliorare il mondo con la tecnologia”.

In sala risuonano le note di Edoardo Bennato con “L’isola che non c’è”. C’è invece sul palco la ministra Stefania Giannini, che si esibisce nel numero più riuscito ai politici: le promesse. “Ora pensiamo a un progetto più ambizioso – dichiara la titolare dell’Istruzione – fare di Napoli un luogo di elaborazione dell’innovazione aggiunge, vogliamo fare in modo che la ricerca e il capitale umano siano prioritari per gli investimenti”. Plaudono all’iniziativa il sindaco de Magistris (“A Napoli si può investire, mi auguro che il governo non ci faccia mai mancare risorse”) e il governatore De Luca, anche lui in vena di promesse: “Confermo che daremo 30 milioni, più altro 7 in borse di studio e il trasporto gratuito agli studenti”. Parte così la scommessa del governo, infilata nel pacchetto di un accordo con Apple costato all’erario 500 milioni. Cupertino doveva al fisco italiano 880 milioni, ma ne pagherà solo 318.

(Foto Campania Competitiva/Fb- Video Ufficio stampa Comune di Napoli)

 

 

 

 

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