Succede a Roberta Vitale in una fase cruciale per l’edilizia napoletana: formazione, sicurezza e scontro con le resistenze interne al centro della sfida
Come anticipato da Il Desk, Quotidiano Indipendente, l’ingegnere Antonio Giustino è il nuovo presidente del Formedil Napoli, l’ente bilaterale chiamato a governare la formazione professionale, la prevenzione e la sicurezza nel settore delle costruzioni a Napoli e provincia. Una nomina che arriva in un momento cruciale per il comparto, attraversato da profondi cambiamenti tecnologici e organizzativi, ma anche da vecchie resistenze mai realmente superate.
Quarantadue anni, laureato in Ingegneria alla Federico II, imprenditore edile di quarta generazione ed ex presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Edili dell’Acen, Giustino raccoglie il testimone dall’architetto Roberta Vitale, che ha guidato l’ente insieme al vicepresidente Giuseppe Mele, con il supporto del direttore uscente Mattia D’Acunto.

Un passaggio di consegne che impone un riconoscimento politico e istituzionale al lavoro svolto dalla presidenza Vitale–Mele, spesso costretta a operare in un clima ostile. Durante il loro mandato, infatti, non sono mancati attacchi duri e personali da parte di alcuni dirigenti sindacali che siedono anche nel Consiglio di amministrazione del Formedil. Una doppia veste che ha alimentato conflitti interni e un protagonismo permanente, orientato più alla difesa di vecchie rendite di posizione e logiche familistiche che all’interesse generale dell’ente.
Un clima che ha oggettivamente rallentato e complicato il percorso di riforma, ma che non ha impedito alla governance uscente di imprimere una direzione chiara verso la modernizzazione. Vitale e Mele hanno puntato su una visione basata sull’ innovazione didattica e qualità della formazione.

In questa direzione va letta l’introduzione dei simulatori di ultima generazione: dal simulatore antincendio a quello per il montaggio dei ponteggi, fino ai sistemi avanzati per l’uso delle macchine edili. Strumenti che consentono di riprodurre scenari di cantiere reali in ambienti protetti, aumentando la consapevolezza dei rischi e migliorando l’efficacia dell’apprendimento. Inoltre è stato acquistato un camper per promuovere azioni di prevenzione e formazione sulla sicurezza direttamente nei cantieri edili. Una scelta strategica che ha collocato il Formedil Napoli su un livello più avanzato rispetto a molte altre realtà territoriali.
Sul fronte della prevenzione e della sicurezza, l’ente ha continuato a produrre risultati concreti: sopralluoghi, consulenze e corsi di aggiornamento hanno rappresentato un presidio fondamentale in un settore ancora segnato da un numero inaccettabile di infortuni sul lavoro. Merito della professionalità dei tecnici e di una struttura che, quando lasciata lavorare, ha dimostrato di funzionare.
Il vero nodo politico resta però la formazione professionale di base e avanzata, soprattutto quella rivolta ai giovani. Qui il ritardo è evidente e chiama in causa non solo la governance, ma anche le responsabilità di chi, negli anni, ha difeso un modello autoreferenziale incapace di dialogare con il mercato del lavoro. Mentre l’edilizia evolve verso la digitalizzazione, la sostenibilità e l’industrializzazione dei processi, il Formedil fatica ancora ad attivare percorsi strutturati per specialisti dell’efficientamento energetico, operatori qualificati per i materiali innovativi, esperti di economia circolare e gestione dei rifiuti da cantiere.
A queste si aggiungono le competenze richieste dai cantieri del PNRR, dalla rigenerazione urbana e dalla manutenzione e restauro del patrimonio edilizio. Senza un cambio di passo, il rischio concreto è quello di continuare a formare lavoratori per un’edilizia che non esiste più, lasciando imprese e giovani senza risposte adeguate.
La presidenza di Antonio Giustino si apre quindi come un banco di prova politico: proseguire sulla strada del rinnovamento tracciata da Vitale, Mele e D’Acunto o cedere, ancora una volta, ai veti incrociati e alle pressioni di chi difende familismi sindacali, assetti di potere ormai superati. La partita non riguarda solo il Formedil, ma il futuro stesso della formazione e della qualità del lavoro nell’edilizia napoletana.
Alma

