Dopo la condanna del Tribunale di Napoli, l’Asl Napoli 1 Centro ricorre in appello ma il 35enne di Capri è ancora senza l’ausilio da oltre 23mila euro. L’appello al presidente della Regione Roberto Fico: «Si faccia rispettare la sentenza».
Una sentenza favorevole, ma nessuna carrozzina nuova. Per Christian Durso, 35 anni, originario di Capri e affetto da atrofia muscolare spinale, la battaglia per ottenere un ausilio indispensabile alla propria autonomia non è ancora finita. L’Asl Napoli 1 Centro, condannata dal Tribunale a sostenere per intero la spesa, non ha ancora provveduto alla fornitura e ha presentato appello il 9 ottobre. Una decisione che rischia di allungare ulteriormente i tempi per una persona che non può permettersi di aspettare.
Al centro della vicenda c’è una carrozzina elettronica progettata per rispondere a esigenze cliniche specifiche. Il dispositivo utilizzato da Durso per circa sei anni è ormai fuori produzione e non può più essere riparato per l’indisponibilità dei ricambi. Il nuovo modello, individuato dagli specialisti, deve garantire funzioni fondamentali come il basculamento, la reclinazione fino a 180 gradi, il sollevamento e la verticalizzazione. Caratteristiche che non rappresentano semplici accessori, ma strumenti necessari per affrontare la quotidianità nelle condizioni più appropriate.
Il problema è anche economico. Il 10 marzo 2025 l’azienda sanitaria aveva autorizzato un contributo di 13.381,68 euro, mentre il costo del dispositivo prescritto ammonta a 23.215 euro, oltre all’Iva. Una differenza contestata da Christian Durso, che attraverso l’Associazione Luca Coscioni ha intrapreso un’azione legale per ottenere una fornitura realmente compatibile con le proprie necessità.
Il 31 luglio 2026 è arrivata la decisione del Tribunale di Napoli: riconosciuto il diritto alla carrozzina elettronica verticalizzante indicata dagli specialisti, con condanna dell’Asl al pagamento dell’intero costo e delle spese processuali. Ma alla pronuncia giudiziaria non è seguita, finora, la consegna dell’ausilio. «Non posso costruire la mia vita aspettando che gli uffici trovino il momento di intervenire. La carrozzina che mi serve è quella individuata per le mie condizioni, non una soluzione di ripiego che sulla carta costa meno ma nella realtà non risponde ai miei bisogni», denuncia Christian Durso. «Chiedo a Roberto Fico di attivarsi perché il diritto che mi è stato riconosciuto diventi finalmente concreto. L’Asl ha facoltà di difendersi in appello, ma io non posso essere costretto a rinunciare all’autonomia mentre la controversia prosegue».
Nell’impugnazione, l’azienda sanitaria sostiene che la spesa per il dispositivo possa configurare un danno erariale. Una tesi contestata dall’avvocato Alessandro Bardini, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che ha seguito il ricorso. «Il risparmio non può consistere nel fornire un ausilio che non risolve il problema per cui viene richiesto. Una carrozzina inadatta rischia di tradursi in una spesa inutile, oltre a esporre la persona a maggiori difficoltà e a rendere necessari ulteriori interventi assistenziali», osserva il legale.
La questione, dunque, supera il singolo caso e investe il rapporto tra assistenza sanitaria, autonomia personale e sostenibilità della spesa pubblica. Garantire un dispositivo appropriato significa rispondere a un bisogno documentato, evitando che la burocrazia finisca per prevalere sulle condizioni concrete di chi chiede aiuto.
Da qui l’appello al presidente della Regione Campania Roberto Fico, chiamato a intervenire affinché la vicenda trovi una soluzione senza ulteriori ritardi. «La disabilità non può diventare una ragione per attendere più a lungo l’esercizio di un diritto», sottolinea Rocco Berardo, avvocato e coordinatore delle iniziative dell’associazione in materia di disabilità. «Chiediamo alla Regione di assumere una posizione chiara: una decisione che tutela una persona deve tradursi in fatti, non restare soltanto scritta in una sentenza».
Per Christian Durso, intanto, il tempo continua a pesare. La richiesta è precisa: ottenere la carrozzina prescritta e poter contare su uno strumento adeguato alle proprie condizioni. Il giudice ha già riconosciuto il suo diritto. Ora resta da capire quando quel diritto potrà diventare realtà.
Alessandro Manna
