All’Expo il governatore parla dei risultati del progetto Qr Code (97% di suoli incontaminati): spunta una domanda sul rinvio a giudizio per reati ambientali di uno dei progettisti

MILANO – “Il 97 per cento della Campania è incontaminato. Siamo la buona terra, con prodotti sani e di eccellenza che ci invidia tutto il mondo. Ora lo sappiamo con certezza sulla base di dati scientifici inconfutabili”. All’Expo di Milano il governatore Vincenzo De Luca celebra i risultati dello studio realizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno su acqua, aria e suoli della Terra dei fuochi e della Campania. Una conferenza stampa preceduta da polemiche per la presenza di cronisti campani presenti a spese della Regione. A far scendere il gelo però la domanda di un giornalista di fanpage.it che, come scrive Omninapoli, ha chiesto a De Luca se fosse a conoscenza del rinvio a giudizio di Rino Cerino, uno degli ideatori del QR Code Campania, il sistema al centro della campagna sui suoli Campania Trasparente. Il presidente della Regione ha detto di “non sapere” che il veterinario sia tra gli imputati del processo scaturito dalla operazione Chernobyl, inchiesta della Procura di Santa Maria Capua a Vetere sulla rete di imprenditori che sversava sostanze inquinanti nelle campagne del Salernitano e del Beneventano. “Ne parlerete con la Procura della Repubblica” la risposta di De Luca, per dribblare la stampa.

 

LE ANALISI – “Abbiamo raccolto 4400 campioni sui suoli – ha spiegato il commissario dell’Istituto zooprofilattico Antonio Limone – analizzando 52 elementi perché la Campania è una regione vulcanica e bisognava capire quali elementi fossero frutto dell’attività vulcanica e quali invece di un eventuale inquinamento”. Lo studio oltre i suoli ha riguiardato anche le acque. Sono stati analizzati 659 campioni di acque utilizzate per l’agricoltura (non quella dei rubinetti – ha chiarito Limone – che viene costantemente monitorata e non presenta alcuna criticità). L’indagine ha coinvolto anche gli animali e vegetali, con 2942 campioni tra prodotti ortofrutticoli ed erba spontanea. “Solo 4 campioni su quasi 3mila sono risultati non conformi”, ha spiegato commissario dell’Istituto zooprofilattico di Portici.
L’ultima parte del piano di monitoraggio è relativa all’aria ed è ancora in corso con 88 centraline che saranno in funzione permanentemente anche per ottenere un dato significativo riferito anche all’alternarsi delle stagioni. Per De Luca “ciò che è stato fatto in Campania non ha eguali in Italia. Siamo i primi, la nostra è la regione più controllata d’Italia, rivendichiamo questo primato e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario”.

Il monitoraggio diventerà permanente. “I risultati sgomberano il campo da equivoci e strumentalizzazioni – aggiunge De Luca -. La Campania è una terra buona, abbiamo prodotti straordinari e genuini, l’inquinamento riguarda solo una piccola parte della regione ma stiamo già intervenendo ed entro pochi anni ce lo lasceremo alle spalle”. Il Presidente della Campania ha parlato di “operazione verità”, portata avanti dalla Regione e dall’Istituto zooprofilattico d’intesa con il ministero della Salute, l’Istituto superiore della sanità, l’Organizzazione mondiale della sanità, il Corpo Forestale, le Università, enti ed agenzie di ricerca. Da Napoli, il capo dell’opposizione Stefano Caldoro rivendica la paternità dell’operazione QR code, varata dalla sua giunta, e accusa De Luca, “la “politica politicante”, di non averlo ricordato. Chissà poi se Caldoro, a sua volta, ricordava del processo a Cerino.

(Foto Italo Santangelo/Twitter)

 

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