Torna in Consiglio la delibera che apre alla trasformazione di ABC in Spa
Sotto le festività natalizie torna all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Napoli una decisione che potrebbe segnare una svolta profonda nella gestione dell’acqua pubblica. La proposta di delibera n. 4 del 12 marzo 2025 rimette in discussione la natura di ABC Napoli, aprendo alla trasformazione dell’azienda speciale in società per azioni: un passaggio che, secondo i movimenti per l’acqua pubblica, rappresenta l’anticamera della privatizzazione.
Il Coordinamento campano dei comitati per l’acqua pubblica esprime una contrarietà totale a qualsiasi modifica dello Statuto di ABC Napoli. «Siamo di fronte a un attacco diretto al modello dell’azienda speciale e alla natura dell’acqua come bene comune», affermano i comitati, che leggono nella proposta un cambio di rotta politico netto.
Napoli è stata finora un’eccezione nel panorama nazionale. Dopo il referendum del 2011, la città ha trasformato ARIN spa in Acqua Bene Comune, diventando l’unica grande area metropolitana ad applicare concretamente la volontà popolare. «In un momento storico in cui in tutta Italia avanzano processi di privatizzazione, ci saremmo aspettati il rafforzamento di ABC, non il suo smantellamento», denuncia il Coordinamento.
La delusione è aggravata dal comportamento dell’amministrazione comunale. «È un vero e proprio tradimento politico», sostengono i comitati, ricordando come il sindaco Gaetano Manfredi avesse garantito pubblicamente che lo Statuto non sarebbe stato toccato, rassicurando anche padre Alex Zanotelli. «Quelle promesse oggi vengono disattese».
Nel dettaglio, le modifiche previste incidono su elementi centrali dell’azienda speciale. Sparisce il bilancio ecologico e partecipato, strumento che garantiva trasparenza e orientamento al bene comune. «Viene cancellato uno dei pilastri che legava la gestione dell’acqua alla tutela ambientale e alla partecipazione dei cittadini», spiegano i promotori della protesta.
Anche il Comitato di Sorveglianza viene profondamente ridimensionato: da organo di controllo diventa un generico Comitato di partecipazione, con meno membri e poteri ridotti. «Così si elimina ogni reale possibilità di controllo sull’operato dell’azienda», denunciano i comitati, sottolineando come questa scelta ignori completamente il bando ancora aperto per il ripristino dello stesso Comitato. «Un segnale evidente del caos che regna nei rapporti tra Comune e ABC».
Ulteriore elemento di allarme è la possibilità concessa agli organi decisionali di discostarsi dalle indicazioni del Comitato senza alcun obbligo di motivazione. «È il bavaglio definitivo alla partecipazione civica e alle associazioni ambientaliste», afferma il Coordinamento. «Si apre la strada a decisioni calate dall’alto, senza alcun confronto».
Secondo i comitati, il percorso intrapreso dal Comune richiama dinamiche già viste a livello regionale. «È la stessa strada seguita da De Luca, che prima di avviare la privatizzazione delle fonti ha cancellato la partecipazione dei cittadini».
Per queste ragioni, il Coordinamento campano per l’acqua pubblica lancia un appello alla mobilitazione generale. «Invitiamo cittadini, comitati, associazioni, partiti e sindacati a difendere il modello ABC». È stato indetto un sit-in per lunedì 22 dicembre 2025 alle ore 15, davanti alla sala del Consiglio comunale in via Verdi, a Napoli, con la partecipazione di padre Alex Zanotelli.
L’obiettivo è chiaro e rivendicato senza ambiguità: «Non toccare lo Statuto di ABC, ma applicarlo integralmente e rinnovare la concessione per altri trent’anni». Perché, concludono i comitati, «l’acqua non è una merce: è un diritto e un fondamento della democrazia».
CiCre
