L’allarme dell’Ordine dei Medici: ritardi nelle assegnazioni dei MMG e boom di accessi ospedalieri per l’ondata influenzale
Nell’area metropolitana di Napoli si sta consumando una frattura sempre più profonda nella sanità di prossimità: circa 150mila persone oggi non hanno un medico di famiglia di riferimento. Un vuoto che sta producendo effetti a catena su tutto il sistema sanitario locale, a partire dai pronto soccorso, ormai sotto pressione costante.
A segnalare la gravità della situazione è l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e Provincia, che parla apertamente di una crisi strutturale della medicina territoriale. L’attuale ondata di polmoniti e sindromi influenzali ha agito da detonatore, facendo emergere criticità che da tempo covavano sotto la superficie.
Al centro del problema ci sono i ritardi nell’assegnazione delle cosiddette “carenze”, ovvero gli incarichi di medicina generale rimasti scoperti. Procedure amministrative lente e rinvii accumulati hanno impedito l’ingresso tempestivo di nuovi medici sul territorio. Solo nelle ultime settimane, spiegano dall’Ordine, si è finalmente avviata la fase di definizione delle assegnazioni.
Nel frattempo, l’assenza di una rete di assistenza primaria efficace spinge migliaia di cittadini verso gli ospedali anche per disturbi che potrebbero essere gestiti fuori dal contesto ospedaliero. Un meccanismo che intasa i pronto soccorso e sottrae risorse a chi ha realmente bisogno di cure urgenti.
«Stiamo assistendo a un sovraccarico continuo dei pronto soccorso – sottolinea il presidente dell’Ordine, Bruno Zuccarelli – ed è il risultato diretto della carenza di medici di medicina generale, aggravata dall’attuale emergenza influenzale. In queste condizioni, il ricorso all’ospedale diventa inevitabile anche per patologie minori».
La normativa prevede che i medici a cui verranno assegnati i nuovi incarichi possano prendere servizio entro tre mesi, ma fino ad allora il carico assistenziale resta sulle spalle dei professionisti già operativi.
«La medicina generale – aggiunge Bruno Zuccarelli – sta tenendo la linea con grande senso di responsabilità, spesso in silenzio, ma lo sforzo richiesto è enorme».
Da qui l’appello diretto alle istituzioni competenti: accelerare le procedure e rimuovere ogni ostacolo burocratico per consentire l’ingresso rapido dei nuovi medici. Senza un intervento immediato, avverte l’Ordine, il rischio concreto è il collasso della continuità assistenziale e del sistema di primo contatto con i cittadini, pilastro fondamentale della sanità pubblica.
Alma

