Napoli, documenti falsi a migranti: indagati poliziotti e consulenti del lavoro

Notificate 14 misure cautelari

Figurano anche tre agenti di polizia tra le 36 persone finite sotto indagine nell’ambito dell’articolata inchiesta del Ros e della Procura della Repubblica di Napoli (sostituti procuratori Maurizio De Marco e Anna Frasca, procuratore aggiunto Rosa Volpe) su una presunta associazione a delinquere che a Napoli favoriva l’immigrazione clandestina producendo documenti falsi per il conseguimento dei permessi di soggiorno.

Complessivamente sono state notificate oggi dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale 14 misure cautelari.

Nel registro degli indagati è stato iscritto un agente della polizia municipale il quale, secondo i pm, faceva in modo che le verifiche anagrafiche presso le residenze degli stranieri andassero a buon fine.

Indagati anche due agenti della Polizia di Stato: un assistente capo, che prestava servizio presso l’ufficio immigrazione della Questura di Napoli, il quale, per gli inquirenti, agevolava l’emissione e il rinnovo dei permessi di soggiorno, anticipava le date di rilascio e, addirittura, anche se in ferie accompagnava i “clienti” dell’associazione negli uffici per fargli saltare la fila. L’assistente capo era in stretto contatto con i capi dell’organizzazione.Anche l’altro poliziotto era impiegato nello stesso ufficio: teneva informato uno dei componenti l’organizzazione circa lo stato delle pratiche, anche quelle dei richiedenti asilo politico.

Indagati anche alcuni consulenti del lavoro e imprenditori che fornivano contratti di lavoro e buste paga fittizie.

 A quanto pare sarebbe stato introdotto anche una sorta di “tariffario” per le prestazioni illecite. Cinque-dieci euro per il rilascio della carta d’identità ; due euro per verificare lo stato di residenza al terminale; 30-80 euro per sbloccare il cambio di residenza e 50-60 euro per l’inserimento (o la cancellazione) di un cittadino: insieme ad alcuni imprenditori (che stampavano, tra l’altro, anche buste paga false). Un tariffario stilato da un dipendente del Comune di Napoli, all’epoca dei fatti in servizio negli uffici della IV Municipalità , tra le persone indagate.

 

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