La denuncia delle famiglie nella VI Municipalità: interrotti dal 1° ottobre i progetti assistenziali di numerose persone con disabilità. La Municipalità 6 scrive a Regione, Comune e ASL Napoli 1 Centro: «Garantire continuità alle cure». Domani il caso al centro di Radio Amore
«Mia sorella è rimasta senza assistenza. Frequentava il centro diurno da anni, aveva costruito lì le sue relazioni, le sue abitudini, un equilibrio conquistato giorno dopo giorno. Adesso è fuori e non sappiamo nemmeno perché». È la denuncia che arriva dalla VI Municipalità di Napoli e che racconta una vicenda destinata ad aprire un nuovo fronte di polemica sulla gestione dell’assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità.
Dal 1° ottobre 2026, secondo le segnalazioni raccolte dalle famiglie, numerosi utenti del Distretto sanitario 32 dell’ASL Napoli 1 Centro, che comprende Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, avrebbero interrotto la frequenza dei centri diurni sociosanitari per la scadenza dei rispettivi progetti assistenziali individualizzati. Tra loro ci sarebbero persone che frequentavano le stesse strutture da decenni, alcune addirittura da trent’anni.
Il problema, denunciano i familiari, non sarebbe soltanto la mancata proroga dei progetti, ma soprattutto l’assenza, in diversi casi, di un percorso alternativo concretamente attivato. Una situazione che rischia di scaricare sulle famiglie il peso di una presa in carico interrotta, con conseguenze sulla vita quotidiana, sull’autonomia e sulle relazioni delle persone coinvolte. Ma davvero un progetto assistenziale può scadere e una persona con disabilità può ritrovarsi fuori da un centro dopo trent’anni senza avere prima una risposta alternativa?
A chiedere spiegazioni è Alessandro Fucito presidente della Municipalità 6, che ha inviato una formale richiesta di intervento urgente al presidente della Regione Campania, al sindaco di Napoli, ai vertici regionali della Sanità, alla Direzione generale dell’ASL Napoli 1 Centro, al Distretto sanitario 32 e ai Garanti delle persone con disabilità.
Nell’atto, sottoscritto dal presidente della Commissione Politiche Sociali Carlo Capasso e dall’assessore alle Politiche Sociali Mariarca Viscovo, il presidente della Municipalità 6 Alessandro Fucito, viene sollecitata una verifica puntuale della posizione di ciascun utente escluso, delle motivazioni delle mancate proroghe, delle eventuali rivalutazioni effettuate e delle alternative assistenziali disponibili.
La richiesta è esplicita: evitare ulteriori interruzioni, garantire, quando ne ricorrano i presupposti, la continuità degli interventi nelle more della definizione dei nuovi progetti e valutare il ripristino della frequenza per le persone già dimesse.
Eppure la questione si intreccia con le stesse scelte di programmazione della Regione Campania. La deliberazione di Giunta regionale n. 526 del 5 agosto 2025 ha aggiornato le tariffe delle prestazioni riabilitative e sociosanitarie, prevedendo incrementi con decorrenza dal 2025 e dal 1° gennaio 2026. La successiva comunicazione regionale del 5 novembre 2025 ha precisato che l’adeguamento tariffario interviene senza riduzione dei volumi prestazionali.
Inoltre, il documento regionale sul fabbisogno autorizzativo prevede un ampliamento dei posti disponibili nelle strutture residenziali e semiresidenziali, proprio per rispondere alla crescente domanda di assistenza.
E allora la domanda è inevitabile: come si concilia l’esigenza di ampliare l’offerta sociosanitaria con l’interruzione dei percorsi di persone già inserite nei centri? Naturalmente, l’aggiornamento delle tariffe e l’ampliamento del fabbisogno autorizzativo non comportano automaticamente il rinnovo di ogni singolo progetto, ma rendono ancora più urgente conoscere le ragioni concrete delle esclusioni e le scelte organizzative adottate.
Le liste d’attesa non possono diventare una guerra tra persone fragili. Non si può risolvere il problema di chi aspetta mettendo fuori chi già riceve assistenza. Ogni eventuale modifica del percorso deve passare attraverso una valutazione individualizzata, motivata e accompagnata da soluzioni adeguate.
Il caso sarà al centro domani, 3 novembre, alle ore 16, della sesta puntata della seconda edizione di «Napoli, meraviglie e contraddizioni», in onda su Radio Amore 105,80 FM, radio web e Facebook.
A condurre sarà Alessandro Fucito. Interverranno Ciro Crescentini, direttore de Il Desk; Carlo Capasso, presidente di MoVi Napoli e consigliere della Municipalità 6; Silvio Marro, di Medicina Democratica; Rossana Palumbo, coordinatrice ATL e SIL per AIPD Napoli e consigliera della Municipalità 6; Toni Nocchetti, presidente dell’associazione Tutti a Scuola; Carmine Cavaliere, presidente dell’associazione di tutela per i diritti del malato. Il titolo della puntata è emblematico: «Fuori dai semi-convitti dopo 30 anni: la frontiera della sanità moderna targata ASL Napoli 1?»
La Municipalità 6 chiede anche un incontro urgente con le istituzioni coinvolte. Le famiglie, intanto, aspettano risposte. Perché dietro ogni progetto assistenziale ci sono persone, non numeri. Dietro ogni posto che si libera c’è una storia. E dietro ogni interruzione di un servizio c’è una famiglia che rischia di essere lasciata sola. La disabilità non va in scadenza. I diritti non possono dipendere dal calendario delle pratiche amministrative.
Ciro Crescentini

