Al via cinque giorni di incontri sul riutilizzo dei beni confiscati alla camorra. Il programma completo e la protesta a Castel Volturno
Più di 150 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia – dal Piemonte alla Sicilia, dalla Lombardia alla Calabria – si sono dati appuntamento da stamattina, e fino al 18 luglio, per dare vita a “Libera l’impegno, una comunità in crescita”. Cinque giorni di incontri, gruppi di lavoro, percorsi di memoria e laboratori promossi dalla rete di Libera e dedicati al confronto, alla condivisione e al rilancio dell’impegno giovanile nei territori.
La cornice scelta per l’edizione di quest’anno è la Cooperativa Sociale “Al di Là dei Sogni”, situata sulla Strada Provinciale 124 a Moiano di Sessa Aurunca. Un bene confiscato alla camorra che oggi rappresenta un simbolo concreto di riscatto sociale, dove un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata è stato restituito alla collettività, trasformandosi in uno spazio di inclusione e opportunità con un’attenzione particolare verso le persone più fragili.
I cinque giorni di confronto si intrecceranno con la formazione nazionale estiva di Libera, un momento strategico mirato alla costruzione del nuovo anno sociale e alla definizione delle priorità dell’associazione. Al centro dei tavoli di lavoro ci saranno il riutilizzo pubblico dei beni confiscati come strumento di partecipazione e protagonismo giovanile, l’analisi dei progetti che animano questi spazi restituiti e il valore della memoria come forza generatrice di giustizia sociale.
Giovedì 16 luglio: la mobilitazione e il No al CPR di Castel Volturno
La giornata di giovedì 16 luglio sarà interamente dedicata alla mobilitazione sul campo. Il primo appuntamento si terrà a Castel Volturno con un flash mob in memoria della strage di camorra del 18 settembre 2008, nella quale persero la vita Ibrahim Muslim, Karim Yakubu, Kwame Julius Francis, Justice Sonny Abu, Eric Afful Yeboah e Kwadwo Owusu Wiafe. Un momento solenne per riaffermare il diritto al nome, alla verità e alla dignità delle vittime, contro ogni forma di disumanizzazione.
Subito dopo, i giovani si sposteranno in località La Piana di Castel Volturno, l’area indicata dal governo per la costruzione del nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (CPR): una struttura da 120 posti con una spesa prevista di circa 43 milioni di euro, destinata a sorgere in una zona umida di 63 ettari di alto pregio naturalistico. Qui i ragazzi di Libera formeranno una catena umana ed esporranno cartelli con dati e statistiche sul tema per denunciare la violazione dei diritti umani costituita dai CPR.
La mobilitazione sarà preceduta da un incontro pubblico nella Sala Consiliare del Comune di Castel Volturno, al quale interverranno Francesca Rispoli, copresidente di Libera; Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua; Claudia Pecoraro, assessora all’Ambiente della Regione Campania; Mimma D’Amico del Centro Sociale Ex Canapificio; Laura Marmolare di Mediterranea Saving Humans; Sergio Serraino di Emergency; don Gianni Branco delle Parrocchie Unite Castel Volturno; Tina Cioffo del Comitato Don Peppe Diana; Francesca Viviani dell’Assemblea Lucana No CPR; Yasmine Yaya Accardo di Me.Med; Igor Prata della FLAI CGIL Campania e Antonio Casale del Centro Fernandes.
Le giornate di comunità si concluderanno sabato 18 luglio con l’attesissimo intervento del fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, che traccerà le linee guida per continuare a costruire ponti tra generazioni e attivare processi di cambiamento reali in tutta Italia.
Alessandro Manna
