Cinquanta firmatari e cinque sezioni territoriali firmano un duro atto d’accusa contro i vertici: contestati il commissariamento di Napoli Orientale e il blocco del tesseramento. L’assemblea di Napoli Est approva all’unanimità
Il 25 aprile del 2025 rimarrà impresso come una data memorabile e di straordinario riscatto per la Napoli democratica e antifascista. Un lunghissimo e combattivo corteo di oltre 15.000 persone ha invaso le strade della città, unendo in un’unica voce giovani lavoratori, studenti, realtà associative e la Comunità Palestinese. Questo straordinario evento non è stato il frutto di una magia passeggera, bensì l’esito fecondo dell’incontro tra una nuova coscienza civile – nata dalla rivolta contro il genocidio sionista di Gaza – e l’infaticabile lavoro sul territorio di diverse associazioni, collettivi, centri sociali, organizzazioni politiche e sindacali.
In questo contesto ha spiccato l’impulso fondamentale di diverse Sezioni dell’ANPI di Napoli città e provincia. Realtà già reduci da una legittima e partecipata rivolta interna contro una vita associativa ridotta a mera ritualità commemorativa e a una visione prettamente istituzionale, ormai avulsa dalla necessità cogenza di agire contro il fascismo di oggi e di favorire la partecipazione civile delle giovani generazioni.
Quel 25 aprile ha visto la decisa contrapposizione a una burocrazia manovriera e a un’intellettualità elitaria e accomodante, venendo promosso attraverso affollate assemblee nei quartieri popolari, nelle facoltà, negli istituti superiori, nei luoghi del conflitto operaio e nei centri sociali sotto attacco della reazione.
L’attacco all’autonomia interna e la deriva autoritaria
La mobilitazione ha avuto un seguito fecondo, mettendo in rete le esperienze di lotta su tre versanti cruciali, la solidarietà internazionale contro il sionismo e a difesa del glorioso Popolo palestinese, per una pace vera fuori e contro ogni logica di riarmo. L’autonomia politica, l’indipendenza dalle maggioranze politico-istituzionali dedite a pratiche compromissorie, in evidente contrasto con lo spirito antifascista dell’ANPI, storicamente lontano dai poteri forti e solidale con il mondo del lavoro. La libertà delle idee, la difesa del bagaglio culturale dell’associazione e della ricerca scientifica e umanistica contro un bieco conformismo repressivo.
A fronte di questa spinta democratica, è iniziato un sordo e incessante attacco contro la mobilitazione del 25 aprile 2025 e i suoi promotori, perpetrato proprio da chi, dentro l’ANPI, aveva tentato di boicottare quella giornata. Sono state messe in campo decisioni e atti quasi sempre presi fuori dal dettato costituzionale e dal Codice del Terzo Settore (cui una ETS dovrebbe attenersi).
Grazie alla determinazione della base, un Congresso provinciale straordinario era stato ottenuto “strappandolo con le unghie e con i denti”, ma è stato in seguito annullato burocraticamente dagli organi superiori. Un atto formalizzato davanti al Tribunale civile di Roma senza il previsto assenso degli organismi associativi competenti, adottato al solo scopo “punitivo” di impedire la giusta revoca del commissariamento della prestigiosa Sezione ANPI Napoli Orientale “Aurelio Ferrara”, protagonista della richiesta di rinnovamento.
Si è operato per ridimensionare le iniziative territoriali, arrivando persino a negare o ostacolare la consegna delle tessere 2026 sotto una cappa autoritaria, vietando la pratica delle assemblee plenarie dei soci e interponendosi a iniziative delle reti democratiche sul territorio. La risposta migliore dei tanti associati di Napoli Est è stata però il contributo determinante alla vittoria del “No” al referendum per la controriforma della magistratura, che ha fatto di Napoli Est la municipalità con il maggiore successo referendario per il “No”.
Il testo del documento e la richiesta di democrazia
«Questo appello – al di la di ogni personalismo e/o indebita strumentalizzazione politico-partitica – intende solo riaffermare il diritto degli antifascisti napoletani ad esercitare una democrazia interna sostanziale e fattiva, ad affermare a pieno i principi inalienabili della Costituzione repubblicana, di cui il Presidente della Costituente, Umberto Terracini, e il più amato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, sono stati tra i primi autori e custodi.
Abbiamo cercato inutilmente e ripetutamente di essere ascoltati, abbiamo anche perseguito le strade in sede legale per una soluzione politica di uno scontro che altro non è che tra democrazia, antifascismo e valori politici più autentici da un lato, e una gestione associativa verticistica, burocratica ed autoritaria dall’altro. È stato tutto inutile; abbiamo ricevuto sempre e solo risposte arroganti nonché forzature organizzative di ogni genere, al di là delle regole statutarie.
Ci affidiamo con questo appello alle forze migliori dell’antifascismo militante, nel pieno rispetto di ogni cultura e tradizione politica democratiche, sicuri della solidarietà operaia e di ogni intellettualità organica ad una irrinunciabile militanza antifascista ed antinazista, e al mondo dell’associazionismo e dell’impegno sociale, per difendere il nostro ed il loro stesso diritto ad esistere, e soprattutto a Resistere mentre continua a perpetrarsi il feroce genocidio sionista contro la Palestina, con una risposta che appare sempre più insufficiente e sempre più ipocrita.»
L’Assemblea pubblica convocata e tenutasi il 13 luglio 2026 presso l’Aula consiliare della VI Municipalità di Napoli, dal titolo “LA DEMOCRAZIA RIPARTE DA NAPOLI EST”, ha approvato all’unanimità il testo di questo appello.
Le Sezioni ANPI Promotrici
Sezione ANPI NAPOLI “LENUCCIA”
Sezione ANPI PORTICI
Sezione ANPI NAPOLI NORD
Sezione ANPI SANT’ANASTASIA (NA)
Sezione ANPI NAPOLI ORIENTALE “AURELIO FERRARA”
I primi 50 firmatari dell’appello
Antonio Cennamo – Operaio – Rsu Fiom Itwash-Sangiorgio
Anna Fava – Docente e ricercatrice Università Federico II
Valantino Gianpaoli – Scultore
Carlo Amirante – Costituzionalista
Tonino Tammaro – già Operaio Alfa Romeo Pomigliano, fondatore dello SLAI Cobas
Angelo Antonio Cervati – Costituzionalista – La Sapienza, Roma
Carlo Cremona – Presidente Associazione iKen
Rita Librandi – Docente emerita di Linguistica italiana, Accademia della Crusca
Michele Madonna – operaio Jabil di Marcianise, responsabile USB Industria della Campania
Gianni Bianco – Costituzionalista, Università di Sassari
Vincenzo Morreale – Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio
Pasquale Gallifuoco – ACLI regionale – Cultura e Università
Raffaele Ucci – Attivista sociale a Salerno
Giuseppe Mantia – Giurista, ANPPIA
Lidia Cervadoro – giurista, Tropea
Pasquale Musella – Operaio coop 25 Giugno, Presidente associazione “Il mondo che vorrei” di San Giovanni a Teduccio
Carlo Iannello – Docente universitario Diritto Costituzionale
Maria Rosaria Sannino – Giornalista
Giuseppe Aragno – Storico
Gianni Giovine – operaio metalmeccanico Leonardo Aeronautica NOLA, coordinatore Regionale USB LAVORO PRIVATO
Mauro Galli – Giornalista
Massimo Sgroi – critico d’arte, scrittore
Emanuela Barilà – Logopedista (operatrice sanitaria), RSA Fp CGIL Dinastar Srl
Franco Maranta – Forum Diritti e Salute
Angelo d’Orsi – Storico, giornalista, politico
Gessica Onofrio – Civico 7 Liberato – Napoli
Wanda D’Alessio – già Docente universitaria, Componente Comitato provinciale ANPI Napoli
Marco Sansone – esecutivo confederale campano Unione Sindacale di Base
Aniello Parma – Docente universitario di Diritto romano
Michele Franco – Attivista politico e sociale
Amalia Bellusci – già Docente di Biologia
Ottavio Iommelli – Docente al Master Agopuntura Fitoterapia e Nutrizione, Università Federico II di Napoli
Rosaria Meo – delegata RSA SGB di Napoli Servizi
Paolo Bordino – lavoratore pubblico a Salerno
Mariarosaria De Matteo – Presidente Associazione “Barra R-esiste”
Massimo Amore – esecutivo campano Unione Sindacale di Base (Pensionati)
Sandro Fucito – Presidente VI Municipalità di Napoli (Ponticelli – Barra – San Giovanni a Teduccio)
Gianfranco Borrelli – Politologo
Silvia Marzoli – critica d’arte, scrittrice
Stefania Achella – Docente universitaria di Storia della Filosofia
Maria Elena Capuano – Docente di Italiano e Storia
Vincenzo Morvillo – critico cinematografico e collaboratore del sito Contropiano.org
Marcella Raiola – Docente, membro dell’esecutivo nazionale dei Comitati contro l’autonomia differenziata
Pietro Palumbo – Organizzazione pensionati
Carmela Petrolo – Funzionaria Amministrativa, ANNPIA Pozzallo
Fulvio Ricci – Architetto, Vicepresidente Associazione AIR (Associazione Nazionale Architetti in Rete per la professione progressista)
Antonio Setola – Docente di Lettere, Storia e Latino
Mario Maddaloni – Operaio settore energia, delegato Napoletana Gas
Raffaele De Feo – Terapista della riabilitazione, RSA Fp Cgil Therapic center
Mimmo Cordone – Casa del Popolo “Raffaele Perna” – San Giovanni a Teduccio
Tommaso Sorrentino – Autore de “Le radici del sindacato in Campania”

