Contributo pubblico all’editoria, sequestrati 2,5 milioni a cooperativa in Campania

Secondo le indagini erano indebitamente percepiti i finanziamenti alla società editrice di Buongiorno Campania

La normativa prevede che, per questi contributi, le cooperative devono avere come soci almeno il 50% dei giornalisti dipendenti con contratto nazionale di lavora di settore e con la clausola di esclusiva. Invece, in questo caso, seppure nella compagine societaria figuravano giornalisti dipendenti con contratto di esclusiva per oltre la metà del corpo redazionale, in molti, sentiti come persone informate dei fatti, hanno escluso di essere soci reali della cooperativa: la loro associazione alla cooperativa, sostengono, sarebbe solo fittizia e imposta dall’editore. E’ di 2,5 milioni di euro il sequestro di beni, eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta nei confronti della “Dossier Società Cooperativa Giornalistica”, a responsabilità limitata, operante nel settore dell’editoria, nonché dell’amministratore di fatto Pasquale Piccirillo e dei rappresentanti legali pro-tempore della medesima società, Antonio Sollazzo Caterina Maria Bagnardi. Il provvedimento di sequestro, emesso dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – su richiesta della locale Procura , rappresenta l’epilogo dell’indagine svolta dalle Fiamme gialle tarantine in collaborazione con quelle casertane – con il coordinamento della Procura sammaritana – che ha acceso i riflettori sulla presunta illecita percezione dei finanziamenti pubblici all’editoria per le annualità 2009, 2010 e 2011, da parte della società cooperativa. In sostanza, per gli inquierenti, la cooperativa era tale solo sulla carta e quindi i contributi sono stati indebitamente percepiti. A beneficiare dei finanziamenti il quotidiano “Buongiorno Campania”, che dal 2008 aveva anche una edizione di Terra di Lavoro con “Buongiorno Caserta” e una nata in precedenza nel’Avellinese “Buongiorno Irpinia”.

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