False consulenze? I carabinieri scavano dietro i 200mila euro incassati dalle ditte individuali dell’ex primo cittadino e della figlia
Un giro di fatture per oltre mezzo milione di euro, triangolato attraverso una società di servizi per far ritornare il denaro dei subappalti dell’Alta Velocità direttamente nelle tasche dell’allora sindaco di Caserta, Carlo Marino, e di sua figlia. È questa la pesante ipotesi della Procura, che ha svelato un presunto sistema illecito nato nel 2022.
Tutto parte da due lettere “illegittime” inviate dal Comune a RFI per favorire l’inserimento delle cave locali – tra cui la cava Luserta – nei piani di smaltimento delle terre da scavo dei treni veloci.
Un’operazione abusiva, dato che la competenza esclusiva sulle cave spetta alla Regione e al Genio Civile, non al Municipio. Eppure il piano funziona: nel 2024 la cava ottiene i conferimenti per un valore monstre di 9,5 milioni di euro.
Da quel momento, secondo i magistrati, scatta il meccanismo di retrocessione del denaro: l’imprenditore della cava versa 530mila euro alla società Ius&Law di Iorio (anche a Comune già sciolto), la quale a sua volta gira 115mila euro alla ditta individuale di Marino e 87mila euro a quella della figlia dell’ex primo cittadino (quest’ultima non indagata).
La spinta del Comune e il “vizio” di competenza
Il caso nasce a ridosso dei grandi cantieri per la tratta ferroviaria dell’Alta Velocità. Gli inquirenti hanno recuperato due note ufficiali del Comune di Caserta, datate 13 luglio e 21 novembre 2022.
In quei documenti, gli uffici comunali chiedevano ufficialmente a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) di utilizzare i siti estrattivi del territorio per depositare i detriti dei lavori. Per la Procura si è trattato di una vera e propria “invasione di campo” burocratica: il Comune non aveva alcun potere decisionale in materia, scavalcando di fatto la Regione Campania e il Genio Civile.
Il percorso dei soldi: la triangolazione societaria
Nonostante l’anomalia amministrativa, l’affare per la cava Luserta va in porto, fruttando un business milionario. I flussi finanziari successivi, ricostruiti dalla Procura tra l’ottobre 2024 e l’ottobre 2025, disegnano una precisa struttura a imbuto: Il maxi-versamento: L’imprenditore della cava emette fatture a favore della Ius&Law srls (società riconducibile a Iorio) per un totale di 530 mila euro. Questo flusso continua anche quando Carlo Marino non è più sindaco a causa dello scioglimento del Consiglio comunale. Il ritorno a Marino: La Ius&Law scarica parte di quei fondi emettendo 6 fatture (per complessivi 115 mila euro) verso la ditta individuale dell’ex sindaco.
Il ramo familiare: Altre 5 fatture, per un valore di 87 mila euro, vengono destinate alla ditta individuale della figlia di Marino, che specifica la Procura, rimane estranea al registro degli indagati.
I magistrati sono ora al lavoro per verificare la reale natura delle prestazioni professionali dietro quel fiume di fatture, o se si sia trattato, come sospetta l’accusa, del prezzo pagato per il “passaporto” comunale concesso all’affare dell’Alta Velocità.
Alessandro Manna
