Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Grumo Nevano, operaio precipita e muore: nel mirino i cantieri aperti nonostante l’emergenza caldo

Redazione by Redazione
22 Giugno 2026
in Attualità, Napoli, Notizie correlate
0

Dopo l’incidente tornano le denunce dei lavoratori: “Le ordinanze esistono, ma i controlli dove sono?”

Un volo nel vuoto, le urla dei colleghi, la corsa disperata dei soccorsi. Poi il silenzio. È morto così Paolo Palma, operaio di 62 anni originario di Giugliano in Campania, precipitato questa mattina mentre lavorava in un cantiere edile di via Cesare Battisti, a Grumo Nevano.

L’incidente si è verificato durante le operazioni di abbattimento e ricostruzione di un vecchio edificio. Quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118, per il lavoratore non c’era ormai più nulla da fare. I carabinieri della stazione di Grumo Nevano, insieme agli ispettori dell’Asl Napoli 2 Nord e alla Procura di Napoli Nord, hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Resta da chiarire se l’uomo abbia perso l’equilibrio durante le lavorazioni, se sia stato colto da un improvviso malore oppure se vi siano altri fattori che abbiano determinato la caduta. La salma è stata trasferita presso il reparto di Medicina Legale dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove potrebbero essere effettuati ulteriori esami disposti dall’autorità giudiziaria. Dai primi accertamenti risulta che l’operaio fosse regolarmente assunto dall’azienda impegnata nel cantiere.

Il caldo, le ordinanze e la realtà dei cantieri

La morte di Paolo Palma arriva mentre la Campania è investita da una delle prime intense ondate di calore dell’estate. Proprio in questi giorni è entrata in vigore l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che vieta le attività lavorative all’aperto nei settori agricolo ed edile tra le 12.30 e le 16 nelle giornate classificate a rischio elevato dal sistema Worklimate dell’Inail.

L’obiettivo dichiarato è proteggere i lavoratori dall’esposizione prolungata al sole, dallo stress termico e dai colpi di calore, fenomeni che negli ultimi anni hanno provocato malori, infortuni e decessi. Ma il problema, denunciano molti lavoratori, è che tra le ordinanze e la realtà quotidiana esiste una distanza enorme.

Nei cantieri, nei campi agricoli e nei lavori stradali si continua spesso a lavorare anche nelle ore più torride della giornata. Le disposizioni vengono ignorate o applicate in modo parziale e i controlli sul territorio vengono percepiti come insufficienti o del tutto sporadici.

Dove sono i controlli?

Dopo ogni incidente mortale arrivano gli accertamenti, le verifiche e le ispezioni. Ma la domanda che molti lavoratori si pongono è sempre la stessa: dove sono i controlli prima che avvenga una tragedia?Da anni imprese e lavoratori conoscono le norme sulla sicurezza, le procedure di prevenzione e gli obblighi previsti dalla legge. Eppure gli incidenti continuano a verificarsi con una frequenza allarmante.

Nei territori più esposti, la presenza degli ispettori del lavoro e dei servizi di prevenzione delle Asl viene spesso giudicata insufficiente rispetto al numero dei cantieri e delle attività produttive operative. Una situazione che alimenta la convinzione, diffusa tra molti operai, che il rischio di subire verifiche sia minimo e che alcune aziende possano continuare a ignorare prescrizioni e obblighi senza particolari conseguenze.

Le stesse ordinanze anti-caldo rischiano di trasformarsi in semplici atti amministrativi se non vengono accompagnate da una vigilanza costante e capillare.

Le critiche ai sindacati

Accanto alle polemiche rivolte agli organi di controllo, non mancano quelle indirizzate alle organizzazioni sindacali. Dopo ogni incidente mortale si susseguono comunicati, richieste di intervento e dichiarazioni pubbliche. Tuttavia, tra molti lavoratori cresce il sentimento di sfiducia verso una dinamica che si ripete puntualmente dopo ogni tragedia.

«Lavoriamo sotto il sole, nei cantieri e nelle fabbriche, spesso senza vedere un ispettore per mesi. Poi quando muore qualcuno arrivano tutti: sindacati, telecamere, giornalisti e politici. Per qualche giorno si parla di sicurezza e poi tutto torna come prima», racconta un operaio del territorio.

Una testimonianza che riflette un malessere diffuso e che riporta al centro il tema della prevenzione. Per molti lavoratori il problema non è soltanto individuare le responsabilità dopo un incidente, ma garantire controlli continui e concreti prima che si verifichi.

I numeri della Campania

I dati più recenti confermano che la sicurezza sul lavoro continua a rappresentare un’emergenza regionale. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, nei primi quattro mesi del 2026 in Campania si sono registrate 22 vittime sul lavoro, di cui 19 decedute durante l’attività lavorativa e 3 in itinere, ossia nel tragitto tra casa e luogo di lavoro. La regione continua inoltre a collocarsi tra quelle con un’incidenza di mortalità superiore alla media nazionale.

Si tratta di numeri che confermano come il settore delle costruzioni resti tra quelli maggiormente esposti ai rischi di incidenti gravi e mortali, rendendo ancora più urgente il rafforzamento delle attività di prevenzione, formazione e vigilanza.

Una tragedia che riapre interrogativi irrisolti

La Campania continua a fare i conti con il fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro. Il settore delle costruzioni resta tra quelli maggiormente esposti ai rischi, soprattutto in presenza di lavori in quota, temperature elevate e ritmi produttivi intensi.

La morte di Paolo Palma riaccende interrogativi che tornano ciclicamente dopo ogni tragedia. Le norme esistono, le ordinanze vengono emanate e gli obblighi sono ben definiti. Ma senza controlli efficaci, senza una presenza costante degli ispettori nei luoghi di lavoro e senza una reale attività di prevenzione, il rischio è che tutto si riduca all’ennesimo copione già visto: una vittima, l’indignazione pubblica, le dichiarazioni di rito e poi il ritorno al silenzio fino alla prossima tragedia.

Ciro Crescentini

Tags: caldo estremo nei cantiericontrolli sicurezza lavoromorte sul lavoro oggioperaio morto Grumo Nevanoordinanza anti caldo Campania
Previous Post

Ritrovate le due sorelle scomparse: operazione dei Carabinieri tra Abruzzo e Lazio

Next Post

Sma Campania, bufera sulla gestione: esposto alla Corte dei Conti

Next Post
Napoli, appalti pilotati: i vertici Sma si arrampicano sugli specchi

Sma Campania, bufera sulla gestione: esposto alla Corte dei Conti

🕐 Aggiornato il: 22/06/2026 alle 13:33

Le news in evidenza

  • Sma Campania, bufera sulla gestione: esposto alla Corte dei Conti 22 Giugno 2026
  • Grumo Nevano, operaio precipita e muore: nel mirino i cantieri aperti nonostante l’emergenza caldo 22 Giugno 2026
  • Ritrovate le due sorelle scomparse: operazione dei Carabinieri tra Abruzzo e Lazio 22 Giugno 2026
  • Incendio all’Ospedale del Mare di Napoli: fumo e evacuazioni, struttura sotto controllo 21 Giugno 2026
  • ABC Napoli, il paradosso Cgil: la RSU prende posizione ma la confederazione non si espone sulla SpA 21 Giugno 2026
  • Napoli, 15mila in piazza: italiani e migranti uniti per i diritti 20 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.