La consigliera regionale denuncia favoritismi e presunti incarichi illegittimi tra i dirigenti regionali. Chiesti chiarimenti pubblici e minacciato un esposto in Procura.
La consigliera regionale della Campania, Marì Muscarà, ha sollevato pesanti critiche nei confronti della Giunta De Luca e del centrosinistra, accusandoli di aver gestito le procedure di interpello e le nomine dirigenziali in Regione premiando presunti “amici” politici, anche a discapito del merito.
“È legittimo chiedersi se in Consiglio regionale la meritocrazia sia diventata un’opzione e non una regola”, dichiara Muscarà in una nota, riferendosi ad alcune recenti nomine e conferme nei ruoli dirigenziali che, secondo lei, avrebbero coinvolto figure già toccate da vicende giudiziarie e contabili.

La consigliera punta il dito su alcuni dirigenti coinvolti:
- Nella causa per danno erariale da 3,7 milioni di euro legata all’acquisto delle smart card vaccinali, giudicate dalla Corte dei Conti di Napoli un inutile duplicato del Green Pass;
- Nell’inchiesta della Procura di Potenza sul traffico illecito dei rifiuti campani in Tunisia, che ha portato all’arresto di oltre 20 persone tra cui un ex ministro tunisino.
“Non solo nessuna reazione da parte dei 5 Stelle o del centrosinistra, ma addirittura si assiste al consolidamento di queste posizioni con nuove promozioni”, incalza Muscarà.
Secondo la consigliera, in vista della fine della legislatura, la Giunta starebbe cercando di collocare alcuni fedelissimi attraverso:
- Lo scorrimento di vecchie graduatorie di concorsi banditi nel 2020;
- Procedure di mobilità interna per spostare dirigenti nel Consiglio regionale.
“Si tratta di un vero e proprio schiaffo al principio costituzionale di accesso tramite concorso pubblico”, afferma la consigliera, denunciando anche un danno economico per la collettività e la mancata valorizzazione dei giovani professionisti campani.
Infine, Muscarà lancia un appello pubblico: “Chiedo alla Giunta di rendere trasparenti criteri, verbali, punteggi e valutazioni. Se non riceveremo risposte chiare, porterò tutto in Procura. La Regione Campania non può continuare a essere gestita come una fabbrica di incarichi fiduciari”.
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