Bosco Capodimonte, lettera dei comitati a Bellenger: “Si chiude al confronto coi cittadini”

Le domande al direttore del coordinamento Giù Le Mani Dal Bosco: “Abbiamo cercato più volte di incontrarlo, ad un’iniziale apertura, ha fatto seguire un atteggiamento di chiusura”

Una lettera aperta al direttore del Bosco e del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger. E’ la carta giocata dal coordinamento Giù Le Mani Dal Bosco, composto da movimenti cittadini e associazioni, impegnato in un’azione di monitoraggio e salvaguardia del più importante polmone verde della città di Napoli, “minacciato dall’incuria delle passate amministrazioni e, a nostro avviso, da forti appetiti speculativi”. Il coordinamento afferma che nel corso dell’anno ha “cercato più volte di incontrare il Direttore Sylvain Bellenger che ad un’iniziale apertura, ha fatto seguire un atteggiamento di chiusura e rispetto alle tematiche da noi evidenziate, forse perché non allineate con la visione generale del ‘nuovo corso'”. “Speriamo con questa lettera aperta  – scrive “Giù Le Mani Dal Bosco” di poter finalmente iniziare un confronto con la direzione ed ottenere le risposte cui abbiamo diritto in qualità di abitanti del territorio e di utenti del Parco”.

 

LA LETTERA A BELLENGER

 

Gentile Direttore,

Come Coordinamento “Giù Le Mani Dal Bosco”, realtà da Lei conosciuta e composta da una pluralità di anime, movimenti cittadini e associazioni, siamo rammaricati di non aver avuto la possibilità di un confronto reale e diretto su alcune tematiche ritenute centrali dagli abitanti del Bosco di Capodimonte e fondanti per la nostra attività.
Premesso che Le riconosciamo il merito di aver dato luogo ad una serie di iniziative di valorizzazione del Museo e del Parco, in controtendenza all’immobilismo della precedente amministrazione, restano però taciute molte notizie di progettazione e programmazione complessiva riguardanti il Bosco di Capodimonte. In virtù di questo, Le poniamo delle domande mezzo stampa per provare a creare una discussione pubblica e costruttiva nell’interesse di tutti.
Vi sono, ad esempio, aggiornamenti su bandi, progetti e strutture? Nello specifico: – Rispetto agli edifici recentemente ristrutturati con i fondi europei, si sono già individuate le varie destinazioni d’uso? Sono previsti bandi per le assegnazioni e nel caso quali sono i criteri che devono rispettare? Qualora siano previste assegnazioni per attività sociali e formative, quante e quali strutture intende destinare al territorio?
– Rispetto all’Eremo dei Cappuccini, Lei è a conoscenza dell’accordo stipulato tra il Comune di Napoli e la Soprintendenza, nell’anno 2013? Sa che il suo predecessore aveva accolto l’istanza di riassegnazione del Centro diurno Oasi del fanciullo/ Istituto Bellaria di concerto con il Comune in quello spazio?
– Rispetto all’istituto Caselli, è stata valutata l’idea di una possibile integrazione con il polo formativo? – Dei nuovi finanziamenti in arrivo, quali sono i capitoli di spesa?
– Quale idea ha in merito a collaborazione e dialogo tra le istituzioni in merito all’affidamento di alcuni servizi agli enti territoriali (ad esempio bagni pubblici, gestione del verde, attività sociali)?
– Quando dichiara di voler rendere il Parco di Capodimonte un parco “europeo” a quali criteri fa riferimento?
– Oltre ad una data indicativa per la concreta risoluzione della questione dei barbacani, vi sono documentazioni sullo stato di sicurezza del muro da questi sorretto?
– Rispetto alla manutenzione/illuminazione dei viali e al passaggio di automobili attraverso il parco, come e quando pensa di intervenire?
– Rispetto al fatto che i 2/3 del bosco risulta interdetto, come e quando pensa di intervenire? Ci sono fondi destinati al monitoraggio arboreo?

– Rispetto alle segnalazioni e alle documentazioni da noi pervenutele sugli errori grossolani riguardanti le potature e non solo, commessi dalla ditta che si occupa del verde, sono stati presi provvedimenti e/o consultate altre ditte che non presentino le criticità di quella attuale? Nei suoi progetti c’è la preservazione e la cura della flora e della fauna del Parco secondo i moderni criteri di arboricoltura?
Come Coordinamento ci poniamo l’obiettivo di rendere partecipi gli abitanti del luogo dei progetti che riguardano il Parco, cercando al contempo di rispettare le esigenze dei turisti che sono una grande ma non l’unica risorsa per il Bosco e il quartiere. In tal senso è disposto a leggere e valutare il Protocollo d’intesa redatto dal Coordinamento per istituire un tavolo di discussione che La vede protagonista con il Comune di Napoli e le associazioni/singoli individui rappresentati dal Coordinamento? E’ disposto ad applicare la Convenzione di Aarhus sulla trasparente, la preventiva e chiara informazione riguardante le opere e gli interventi che avranno impatto ambientale e sociale nel Bosco?
In attesa di una sua risposta, Cordialmente

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