Chiazze oleose e fanghi nelle benne: 4 esposti presentati dai comitati e associazioni. Le denunce rischiano l’archiviazione? E perché?
Non ci sono più scuse né retorica che tengano. Il mare di Bagnoli, già ferito da decenni di veleni industriali e mai veramente restituito a una fruizione sicura e pubblica, si ritrova oggi al centro di un nuovo, aspro fronte di scontro. Da un lato la macchina organizzativa e di marketing che corre verso le pre-regate di fine settembre; dall’altro i residenti, le associazioni e i comitati dei Campi Flegrei, scesi sul piede di guerra con quattro esposti depositati in Procura della Repubblica.
Al centro della denuncia, documentata da una valanga di segnalazioni, foto e video amatoriali, ci sono le immagini inequivocabili di chiazze oleose, odori nauseabondi e fanghi melmosi che colano pesantemente dalle benne durante le operazioni di dragaggio. Un copione già visto, denunciano i comitati, che rischia di compromettere in modo irreversibile l’ecosistema marino in nome di un grande evento elitario.
Il volantino, la rabbia e il retroscena dei cantieri
Il clima di sfiducia si respira nero su nero nel volantino che circola nel quartiere (“Cadono le vele di menzogna dell’America’s Cup, i Campi Flegrei si organizzano”). I nodi critici sollevati dal territorio toccano tasti dolenti.
Il consumo del territorio. Il bacino di calma e hangar definiti “provvisori” dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi vengono visti come il grimaldello per mantenere la colata a fini turistici, escludendo ancora una volta i cittadini di Bagnoli (come accade storicamente per il litorale centro napoletano).
Il lavoro e la retorica dell’occupazione. I i presunti posti di lavoro sbandierati si scontrano con la realtà di un impiego che i comitati definiscono “volontariato gratuito” o appannaggio di pochi grandi sponsor, a fronte di oltre 600 persone profilate ma senza una ricaduta vera sulla bonifica reale.

L’emergenza flegrea ignorata o calpestata. Il 31 luglio 2026 la scossa più forte della storia dei Campi Flegrei ha distrutto centinaia di case a Pozzuoli, lasciando oltre 4000 sfollati che si sommano a migliaia di famiglie costrette a pagare affitti fino a 3000 euro al mese. In questo scenario di distruzione sociale e psicologica, il grande evento non si ferma, trasformandosi in una “vetrina-farsa” blindata.
I cantieri, i fanghi e la paura dei veleni
Le foto dai cantieri – cumuli di terra coperti da telo, aree recintate e movimentazioni di materiali pesanti – si uniscono ai fotogrammi delle benne che sollevano fanghi neri e stillanti in acqua. Gli odori segnalati dai residenti non sono semplici fastidi olfattivi, ma l’indizio di una rimozione di sedimenti profondi in uno specchio d’acqua i cui fondali custodiscono un cocktail storico di inquinanti (idrocarburi, metalli pesanti).
Le domande che rimbalzano a Bagnoli sono semplici: chi controlla davvero l’impatto dei dragaggi? E soprattutto: perché si accelera su un cantiere d’acqua e di terra mentre la sicurezza e la salute pubblica restano in subordine?
Il nodo giudiziario: quattro esposti in Procura
I quattro esposti depositati in Procura puntano a far luce su eventuali reati ambientali, violazioni delle prescrizioni di bonifica o omissioni nei controlli di mitigazione del rischio durante le fasi di movimentazione dei sedimenti marini. Ma la storia giudiziaria di Napoli insegna che tra la denuncia e l’accertamento peritale passa un tempo in cui i fatti – e i danni ecologici – possono consolidarsi.

Le domande cruciali che interpellano direttamente gli inquirenti e le istituzioni: quando interviene la Procura con sequestri preventivi o perizie indipendenti e immediate sui fanghi in colata? Le denunce saranno archiviate con la formula della corretta esecuzione dei lavori o della tenuità/non riscontro di superamento dei parametri d’urgenza? E perché, di fronte a un ecosistema fragile e a una popolazione già provata da sciami sismici e sfollamenti (luglio 2026), si continua a privilegiare la tabella di marcia di una “coppa dei veleni” anziché la precauzione sanitaria e ambientale?
Bagnoli vuole respirare. E stavolta, prima ancora che partano le pre-regate, la città chiede risposte che non puzzino di compromesso.
l volantino integrale e il fronte della rabbia
« CADONO LE VELE DI MENZOGNA DELL’AMERICA’S CUP / I CAMPI FLEGREI SI ORGANIZZANO
Non ci sono più scuse e menzogne che tengano. Il progetto di riqualificazione di Bagnoli è stato completamente sotterrato dagli interessi dei grandi gruppi speculatori che ancora una volta provano a mettere le mani sull’area flegrea. Stanno provando in tutti i modi a cacciare gli abitanti da Bagnoli e dai Campi Flegrei.
L’avanzamento dei lavori lo mostra concretamente: il bacino di calma e gli hangar dichiarati da Manfredi “provvisori” sono il primo tassello per la costruzione del porto e del mantenimento della colata al solo scopo turistico. Gli abitanti di Bagnoli saranno sistematicamente esclusi da questi grandi eventi elitari, come già avviene da anni al centro di Napoli.
La finta retorica del “vi daremo lavoro” è subito smontata: di certo non si può chiamare lavoro il volontariato gratuito!!! Non lo diciamo noi, ma i bandi sponsorizzati dall’America’s Cup. È chiaro come allora questo evento sia un’opportunità solo per quei pochissimi imprenditori che faranno affari per i mesi della competizione velistica. E le migliaia di posti di lavoro promesse? E le oltre 600 persone profilate per la bonifica REALE di Bagnoli?
Il 31 Luglio 2026 la scossa più forte della storia dei Campi Flegrei ha distrutto centinaia di abitazioni a Pozzuoli, più di 4000 sono gli sfollati che si aggiungono alle migliaia che hanno perso la casa negli ultimi due anni nei Campi Flegrei. Ma il grande evento non si può fermare. Un disastro su tutta la linea che al momento colpisce soprattutto migliaia di famiglie sfollate che si vedono allontanate dalle proprie case, costrette a pagare affitti fino a 3000 euro al mese nelle zone più disparate.
Il velo, mai credibile, è oramai definitivamente caduto. Le pre-regate di fine Settembre, in un cantiere ancora aperto e con le polveri che ancora invadono il quartiere, saranno il primo evento-vetrina di questa farsa. Gli abitanti di Bagnoli e dei Campi Flegrei manderanno un messaggio chiaro: se volete l’evento, lo terrete blindato perché fuori ci sarà la rabbia di chi invece vuole un reale futuro per il proprio territorio. Un futuro fatto di questioni semplici: salute territoriale e di prossimità, lavoro stabile e sicuro, sicurezza abitativa e dei territori a rischio idrogeologico, potenziamento di scuole e servizi.
La vostra unica coppa è quella dei servi della speculazione. Bagnoli e i Campi Flegrei vogliono vivere, e vogliono TUTTO! Ci vediamo in piazza! VOGLIAMO RESPIRARE, VOGLIAMO VIVERE / NO ALLA COPPA DEI VELENI »
Ciro Crescentini
