Urne chiuse dopo tre giorni di voto: il partito di Putin davanti ai comunisti, affluenza al 52,64%
Si sono chiuse in Russia le urne per il rinnovo della Duma, al termine di tre giornate di votazioni. Le prime indicazioni degli exit poll vedono Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, nettamente davanti agli altri concorrenti con il 53,5% dei consensi.
Dietro il partito di governo si colloca il Partito Comunista della Federazione Russa, accreditato del 14,5%. Il Partito Liberal Democratico di Russia sarebbe al 10,1%, mentre Nuova Gente raggiungerebbe l’8,4%. Russia Giusta – Per la Verità si attesterebbe invece al 6%.
Si tratta, tuttavia, di dati preliminari: il risultato definitivo dipenderà dallo scrutinio ufficiale delle schede e dalla successiva assegnazione dei seggi.
Affluenza oltre il dato del 2021
Uno degli elementi evidenziati durante l’ultima giornata di voto è stato il livello della partecipazione. Secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale, alle 15:18 ora di Mosca l’affluenza aveva raggiunto il 52,64%. Il dato supera quello registrato alla stessa tornata elettorale del 2021, quando la partecipazione complessiva si era fermata al 51,72%. La presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, ha sottolineato proprio il superamento del dato precedente.
La Duma è composta da 450 deputati. Nelle elezioni del 2021 Russia Unita aveva raccolto il 49,8% dei voti, conquistando 324 seggi. Il Partito Comunista aveva ottenuto il 18,9% e 57 deputati. Russia Giusta – Per la Verità aveva conquistato 27 seggi, il Partito Liberal Democratico 21 e Nuova Gente 13.
La competizione e i partiti dell’opposizione
La tornata elettorale vede nuovamente in campo i principali partiti dell’opposizione parlamentare o “opposizione di sistema”. Le formazioni hanno espresso critiche su singoli aspetti della politica interna, senza però mettere in discussione la linea del governo sull’operazione militare in Ucraina.
Diversa è la posizione di Yabloko, formazione storicamente contraria alla guerra. Il partito non ha potuto partecipare alla competizione proporzionale: la Corte Suprema russa ha escluso la lista contestando alcune violazioni della proprietà intellettuale relative a contenuti pubblicati sul sito della formazione. Esclusioni hanno riguardato anche candidati di Yabloko impegnati nei collegi uninominali. Il leader del partito, Nikolai Rybakov, si è comunque recato alle urne. Dopo avere espresso il proprio voto, ha mostrato la scheda ai fotografi: sulla carta aveva scritto “per la pace”, prima di depositarla nell’urna.
Il voto nei territori ucraini occupati
Questa elezione si distingue anche per un altro elemento destinato ad avere un forte peso sul piano politico e internazionale. Per la prima volta il voto parlamentare russo è stato organizzato anche nelle quattro regioni ucraine che Mosca rivendica come proprie dopo i referendum del 2022: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson.
Il voto elettronico
Gli elettori hanno potuto utilizzare sia i seggi tradizionali sia il sistema di voto elettronico, modalità che negli ultimi anni è stata progressivamente estesa in diverse zone della Federazione Russa.
Ora l’attenzione si sposta sullo scrutinio. Gli exit poll indicano una nuova affermazione di Russia Unita, ma soltanto i risultati ufficiali permetteranno di stabilire la composizione definitiva della Duma e la distribuzione dei 450 seggi.
Il dato politico che emerge dalle prime rilevazioni è comunque chiaro: il partito di Putin parte largamente davanti agli altri concorrenti, mentre le forze che entreranno nella nuova legislatura dovranno attendere la conclusione dello spoglio per conoscere con precisione la propria consistenza parlamentare.
Alessandro Manna

