I residenti del civico 660 fermano il traffico dei mezzi pesanti: “Promesse del Comune non mantenute, edificio sempre più instabile”
Nella notte tra domenica e lunedì, a partire dalle 4.30, un lungo serpentone di camion è rimasto fermo per ore tra via Diocleziano e via Nuova Bagnoli, a Napoli. Il traffico dei mezzi pesanti, diretti verso l’area dell’ex Italsider, è stato completamente bloccato fino alla tarda mattinata, riportando alla luce una scena già vista più volte negli ultimi mesi, quando le proteste contro il passaggio dei tir erano diventate quasi quotidiane.
A fermare i camion è stato un presidio organizzato da un gruppo di residenti sgomberati dalla palazzina al civico 660 di via Nuova Bagnoli. Gli abitanti denunciano da tempo le condizioni critiche dell’edificio: già compromesso dal fenomeno del bradisismo, lo stabile – sostengono – avrebbe subito un ulteriore peggioramento con l’avvio dei lavori di riqualificazione legati all’America’s Cup. Distacchi di intonaco e cadute di calcinacci avrebbero reso inagibili diversi appartamenti.
Le 54 famiglie coinvolte attribuiscono i danni soprattutto alle vibrazioni provocate dal passaggio continuo dei mezzi pesanti: circa 450 tir al giorno, carichi di materiale destinato al cantiere. Una pressione costante, spiegano, che avrebbe aggravato una situazione già fragile.
Al sit-in hanno aderito anche comitati cittadini e attivisti, tra cui la “Rete no America’s cup”, già protagonista di precedenti mobilitazioni contro i lavori nell’area della colmata. La settimana scorsa, una delegazione aveva manifestato anche davanti a Palazzo San Giacomo per chiedere interventi immediati.
Secondo quanto dichiarato dal Comitato Bagnoli 660, l’azione di protesta è stata decisa dopo l’ennesimo mancato riscontro da parte del Comune. Durante un incontro avvenuto nei giorni scorsi, l’amministrazione avrebbe promesso un sopralluogo tecnico urgente e l’avvio di interventi di manutenzione già entro il giorno successivo. Tuttavia, riferiscono i residenti, nessuna verifica sarebbe stata effettuata.
Da qui la scelta di bloccare i camion, ritenuti responsabili dei danni subiti dall’edificio. I manifestanti puntano il dito non solo contro l’assenza di interventi concreti, ma anche contro quello che definiscono un legame diretto tra i lavori in corso, l’impatto ambientale sul quartiere e il peggioramento dell’emergenza abitativa nella zona.
«Oggi come Comitato Bagnoli 660 siamo scesi in strada per portare la nostra voce, rimasta inascoltata dopo le mancate promesse del Comune di Napoli», spiegano i residenti. «Durante l’incontro di mercoledì ci era stato assicurato un sopralluogo tecnico per verificare la sicurezza del palazzo e l’avvio urgente dei lavori di manutenzione entro il giorno successivo. Ma quel sopralluogo non è mai avvenuto».
«Ancora una volta – proseguono – abbiamo ricevuto solo rassicurazioni verbali, con la promessa di fondi che dovrebbero essere stanziati entro lunedì. Di fronte a questo continuo rimpallo di responsabilità, abbiamo deciso di fermare i camion diretti al cantiere dell’America’s Cup».
«Riteniamo che il passaggio incessante e a velocità sostenuta di centinaia di mezzi pesanti sia tra le cause dei danni strutturali subiti dall’edificio. Vogliamo denunciare non solo l’inadempienza del Comune, ma anche il legame tra questi lavori, la pressione ambientale sul quartiere e l’aggravarsi della crisi abitativa», concludono.
Ciro Crescentini

