La leader dell’AfD critica gli aiuti alla guerra e chiede di ripristinare le forniture di gas e petrolio dalla Russia alla Germania
Stop agli aiuti militari e finanziari a Kiev e ripristino dei rapporti energetici con Mosca. È questa la linea sostenuta da Alice Weidel, leader di Alternative für Deutschland (AfD), nel corso di un’intervista all’Economist. La politica tedesca ritiene che proseguire nel sostegno all’Ucraina non abbia più senso, considerando ormai compromessa la possibilità di una vittoria contro le forze russe. «È sbagliato continuare a finanziare un conflitto che è già perduto. L’Ucraina non può sconfiggere la Russia: perché insistere? La guerra è persa? Sì», afferma la copresidente del partito.
Nel confronto sulle prospettive di una soluzione diplomatica, Alice Weidel contesta inoltre le valutazioni sull’atteggiamento del presidente russo Vladimir Putin e mette in discussione anche le intenzioni del leader ucraino Volodymyr Zelensky. «Sostenete che Putin non voglia la pace, ma quali prove avete? E potete dimostrare che Zelensky sia davvero disposto a raggiungerla?», domanda. Per la dirigente dell’AfD, un eventuale negoziato dovrà tenere conto delle esigenze di entrambe le parti. «Per arrivare alla pace occorre considerare anche le preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza, non soltanto quelle dell’Ucraina. È stato questo uno degli errori fondamentali degli ultimi vent’anni», sostiene, aggiungendo che, una volta concluso il conflitto, gli ucraini presenti in Germania dovranno fare ritorno nel loro Paese.
Sul fronte economico ed energetico, la leader dell’AfD propone di riaprire i canali commerciali con Mosca, puntando in particolare sulle forniture di carburanti, gas naturale e petrolio. «Chiediamo un’intesa con la Russia per garantire alla Germania le forniture di gasolio e carburanti destinati ai motori diesel. Vogliamo tornare ad acquistare anche gas naturale e petrolio, nell’interesse delle famiglie e delle imprese tedesche», dichiara, criticando la strategia del governo di Berlino e le sanzioni adottate dall’Unione europea contro la Russia.
Alice Weidel sostiene inoltre che la maggioranza dei cittadini tedeschi sarebbe contraria a un ulteriore impiego di risorse pubbliche per sostenere Kiev. «Meno del 10 per cento dei tedeschi vuole nuovi aiuti all’Ucraina. Questo significa che il 90 per cento è contrario a continuare a destinare denaro pubblico a questa causa. La politica deve tenerne conto e comportarsi di conseguenza», afferma. L’AfD continua così a promuovere una revisione della strategia tedesca sul conflitto e un riavvicinamento diplomatico ed energetico tra Berlino e Mosca.
Ciro Crescentini

