Portici, i funerali di Federico Salvatore

La cerimonia alla chiesa di San Ciro

Stamattina, centinaia di persone tra familiari, fans, colleghi e artisti hanno partecipato al rito funebre per dare l’ultimo saluto a Federico Salvatore, eccentrico cantautore e cabarettista napoletano.

I funerali si sono celebrati alle 12:30 nella Basilica di San Ciro a Portici, nella cui piazza antistante è stato riprodotto un Vesuvio azzurro come i colori della squadra di calcio del Napoli.

Tra i presenti citiamo i colleghi ed amici come Alan de Luca, Biagio Izzo, Peppe Iodice, Lucia Cassino, Salvatore Caiazzo, Lino D’Angiò, Ciro Cerruti e tanti altri.

Sulla bara, in evidenza, l’omaggio floreale del cantautore Gigi D’Alessio; presente anche il sindaco Vincenzo Cuomo che dall’altare ha lasciato il suo saluto al compianto artista e la lettura di un’emozionante lettera scritta per Federico da parte di una ragazza.

Federico Salvatore, nato a Napoli, nelle adiacenze della storica via Santa Teresa degli Scalzi, aveva 63 anni e nel 2021 fu colpito da un’emorragia cerebrale.

Successivamente intraprese un lungo periodo di riabilitazione ma purtroppo nella giornata di ieri la moglie ha comunicato, via social, il triste epilogo con queste parole:

Sono stati i mesi più difficili e dolorosi della nostra storia d’amore. Mesi in cui ho pregato e sperato che lui tornasse a casa da me e dai ragazzi e che tornasse tra le persone che lo amano e che in questi mesi ha pregato e sperato con me. La cosa più complicata è gestire il dolore. Federico è andato via in un’ora. E’ successo tutto velocemente“.

Federico iniziò a suonare la chitarra da autodidatta all’età di 8 anni.

Per dedicarsi alla carriera di cantautore lasciò gli studi di giurisprudenza dopo due anni, procurando, così, un grosso dispiacere ai genitori che volevano diventasse un avvocato.

Riadattando testi divertenti su musica di canzoni famose fece, così, le sue prime apparizioni esibendosi nei teatri.

Raggiunse la notorietà nel 1994 con la vittoria al concorso BravoGrazie, che gli permise di partecipare alla trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show.

In virtù delle numerose presenze in questa trasmissione ottenne grande successo: i suoi album Azz… e Il mago di Azz vendettero più di 500.000 copie, facendogli vincere due dischi di platino nel 1995.

Successivamente partecipò come ospite fisso al Festivalbar; come concorrente con il brano Sulla porta al Festival di Sanremo, parlando di omosessualità; realizzò l’album Coite interrotto nel quale è presente un brano dedicato ad uno dei suoi idoli, Totò.

Un’ulteriore svolta nella sua carriera fu nel 2002 con l’uscita dell’album L’osceno del villaggio, dove il cantante cabarettista lasciò definitivamente il posto al cantautore di denuncia, come si evince dall’ascolto del brano Se io fossi San Gennaro, in cui annoverava tutto ciò che, secondo lui, ha rovinato la sua Napoli negli ultimi anni, e le cause per così dire endogene, ovvero le colpe dei napoletani stessi.

Nel 2004 uscì con l’album Dov’è l’individuo?, con il quale egli continuò nel solco tracciato dal lavoro precedente.

Questa decisione di spostarsi verso la musica impegnata lo emarginò da quel mondo dello spettacolo in cui era esploso negli anni precedenti, che non rinnegò ma a cui guardava con distacco e senza rimpianti, come spiegò nel brano Homo Sapiens, presente nell’album L’osceno del villaggio.

Con la dipartita di Federico Salvatore Napoli tutta, e non solo, piange un’artista eccentrico ma allo stesso tempo sapiente ed erudito, divertente ma tutt’altro che banale o superficiale.

Questa l’ulteriore testimonianza, dopo la morte, di sua moglie Flavia D’Alessio:

In un primo momento avevo pensato a una cerimonia privata ma non sarebbe stato giusto. Federico non avrebbe voluto. Le persone che hanno seguito Federico nella sua carriera artistica non sono semplicemente fans. Sono suoi amici. Tutti gli artisti che hanno collaborato con lui non sono stati solo colleghi. Sono i suoi amici. Mi sembra giusto dare a tutti loro la possibilità di un ultimo saluto a Federico. Cosa che non sono riuscita a fare io. Non sono riuscita a salutarlo. Grazie a chi ci ha tenuto la mano e si è preso cura di Federico in questi mesi, medici, infermieri”.

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