Abbattuti alberi storici che da decenni caratterizzavano l’area, tra cui una magnifica mimosa
Non c’è motivo di festeggiare per la riapertura del Parco Mascagna, anzi, sarebbe stato più opportuno un momento di silenzio per il danno subito da uno dei polmoni verdi della città. Così commenta la consigliera regionale indipendente della Campania, Marì Muscarà, in merito alla riapertura del parco dopo quasi un anno e mezzo di chiusura, durante il quale sono stati abbattuti alberi storici che da decenni caratterizzavano l’area, tra cui una magnifica mimosa.
Muscarà accusa l’amministrazione di cercare di mascherare i danni con un’operazione superficiale, come l’aggiunta di ciclamini, che saranno destinati a seccare subito senza un’adeguata cura. “È l’ennesima operazione di facciata, per far credere che ci sia stata una riqualificazione”, afferma, lamentando la mancata manutenzione che ha portato anche alla morte di alberi piantati in passato. La consigliera denuncia inoltre che i 42 milioni di euro annuali che Napoli incassa dalla tassa di soggiorno dovrebbero essere destinati a veri progetti di riqualificazione urbana, non a opere temporanee per favorire gli “amici degli amici”.
Muscarà fa un parallelo con la riapertura della Funicolare di Chiaia, chiusa per due anni. “In questo caso, l’inaugurazione è avvenuta in silenzio, un segno di rispetto e dignità verso i cittadini che hanno sopportato i disagi della chiusura. Una lezione che avremmo voluto vedere anche per il Parco Mascagna”, conclude la consigliera.

