La moglie Cilia Flores al suo fianco, entrambi dichiarano la propria innocenza. Scoppia la polemica internazionale.
Una scena surreale e senza precedenti si è consumata oggi davanti al tribunale federale di New York. Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, e sua moglie Cilia Flores sono comparsi in aula, ma non come leader di uno Stato sovrano: con i piedi incatenati, vestiti con la tipica tuta arancione da detenuti e sopra una camicia blu. Una visione che ha scioccato chiunque, perché non si tratta di criminali comuni, ma del capo di uno Stato riconosciuto a livello internazionale. E non solo. Stasera la CNN ha riferito che Cilia Flores ha subito la frattura di alcune costole e lividi su tutto il corpo durante il sequestro.
La compagna aveva cerotti e fasciature evidenti durante il cosiddetto processo di oggi a New York.
Durante l’udienza, Maduro ha parlato direttamente al giudice, con voce ferma e indignata: “Sono il presidente della Repubblica del Venezuela, sono innocente, sono stato rapito. Sono un prigioniero di guerra”. La moglie, Cilia Flores, ha confermato la propria identità e la totale innocenza: “Sono la First Lady del Venezuela. Sono completamente innocente”.
L’assurdità della scena è impossibile da ignorare: un presidente deposto e arrestato in quello che molti definiscono un rapimento internazionale, ridotto a camminare con le catene ai piedi, accanto alla moglie. Nonostante tutto, entrambi hanno mantenuto un comportamento composto, prendendo appunti durante l’udienza, ma l’immagine è quella di una violazione senza precedenti dei diritti internazionali e della dignità umana.
Maduro e Flores hanno nominato come difensore l’avvocato Barry Pollack, noto per aver rappresentato Julian Assange. Pollack ha sottolineato che entrambi presentano problemi di salute, con la moglie che potrebbe aver subito una frattura a seguito dell’operazione militare statunitense. Entrambi hanno richiesto formalmente visite consolari, diritto che il giudice ha confermato.
A livello internazionale, la vicenda ha suscitato grande allarme. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha espresso “profonda preoccupazione” per il mancato rispetto delle norme internazionali e per le possibili conseguenze sulla stabilità regionale, ricordando che il diritto internazionale deve rimanere il fondamento della pace globale.
In Venezuela, la Corte Suprema ha nominato Delcy Rodríguez presidente ad interim per 90 giorni, rinnovabili, introducendo il concetto di “assenza forzata” del presidente, lasciando aperto un dibattito complesso sulla legittimità di questa decisione.
Questa vicenda è una ferita aperta nella storia moderna: il presidente di uno Stato sovrano e la moglie, arrestati e portati in catene come criminali comuni, accusati di gravi reati senza un processo equo. Una vicenda che solleva domande inquietanti sul rispetto dei diritti umani e sulla legittimità delle azioni internazionali.
Ciro Crescentini
