La base del Movimento Cinque Stelle insorge, non vuole il governo con il Pd

Una dura discussione sui social

Iniziare l’avventura del governo con il Pd o ritentare con la Lega? Il dilemma scuote il Movimento 5 Stelle e, nella base elettorale, genera una marea di commenti anti-Pd che invadono i social: numerosi attivisti sono infuriati all’idea di allearsi con i nemici di sempre. Una possibile via d’uscita potrebbe passare per un voto online, come accadde l’anno scorso prima di stringere la mano al Carroccio. Solo pensarci, però, fa tremare deputati e senatori pentastellati, soprattutto quelli favorevoli all’accordo con i piddini. Nei commenti che accompagnano gli ultimi post Fb e Instagram del leader Luigi Di Maio emerge un coro pressoché unanime contrario all’ipotesi di accordo con il Pd. C’è chi offende pesantemente, chi parla di “partito più imbarazzante mai visto” e chi si rammarica per la “delusione totale“, promettendo che “il popolo italiano non ve lo perdonerà mai”. Passando in rassegna questo carico d’astio, ipotizzare un esecutivo Pd-M5S sembra un suicidio. Alcuni big del Movimento, dubbiosi in prima persona, si fanno portavoce di questo scontento. Max Bugani, fino a poco tempo fa nella segretaria del vicepremier, sostiene che l’unico modo per andare avanti sarebbe ottenere tutto dalla trattativa (Conte di nuovo premier, sì ai 10 punti), ma si rischierebbe comunque di mettersi assieme “per paura di stare soli”, e quindi tanto varrebbe lasciar perdere. Sulla stessa linea c’è il senatore pentastellato Gianluigi Paragone che dovrebbe presiedere la commissione parlamentare sulle banche. Ma sarebbe orientato a  rifiutare il posto: “Non potrei accettare di essere votato dalla Boschi”, dice. Smetterebbe proprio di frequentare Palazzo Madama: “Se pioverà aprirò l’ombrello”, aggiunge, spiegando però di voler tornare alla sua professione di giornalista. L’ala filopiddina del Movimento, favorevole all’idea del governo Pd-M5S che aprirebbe loro le porte dei ministeri, si scaglia contro chi tenta di far saltare le trattative. Deputati vicini a Roberto Fico, come il presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia, dicono che “i vari Bugani e Paragone potrebbero fare silenzio e rispettare il lavoro che sta facendo Di Maio in questa fase così delicata: il mandato dell’assemblea è chiaro, rassegnatevi”.Nelle ultime ore il siciliano Giancarlo Cancelleri, già candidato a guidare la regione sotto le insegne di Grillo, ha scritto agli attivisti sostenendo che ci sarà una votazione online per decidere se andare con il Pd o meno. L’annuncio non trova conferme ufficiali, ma i tempi sarebbero certamente molto stretti: nel giro di 48 ore, tra domenica e lunedì, i vertici M5S dovranno chiarire se intendono firmare l’intesa con Zingaretti, ed eventualmente passare per le consultazioni via web.

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